Obiettivo: area Asia-Pacifica

Schermata 2018-01-12 alle 10.54.26I brand di bellezza asiatici ora hanno una nuova fonte per packaging, design e ultimi trend mondiali. Avendo riconosciuto il crescente sviluppo dei mercati interni asiatici, Quadpack Industries sta rafforzando la sua presenza nella regione. Il fornitore internazionale di soluzioni di packaging ha creato una divisione vendite specifica, guidata dal Direttore Regionale Jason Smith, per fornire i propri servizi a brand e contract filler nella regione dell’Asia-Pacifico.

“Rappresenta la naturale evoluzione del nostro business e un elemento chiave per i nostri più ampi progetti di crescita strutturata”, ha aff ermato Smith. “Abbiamo già aperto uffi ci in Australia e Nuova Zelanda, e dalla fusione con Collcap, vantiamo una presenza senza rivali in tutta l’Asia, con team produzione e distribuzione e controllo qualità che si estendono fi no a Cina, Hong kong, Corea e Taiwan. Ora i diversi mercati interni stanno maturando, è tempo di iniziare a costruire rapporti con i  brand locali”. Circa un terzo della spesa globale relativa al packaging cosmetico proviene dall’Asia. Rappresenta la metà del mercato mondiale di prodotti per la cura della pelle, con molti  trend globali che hanno origine in paesi quali Corea o Giappone. Inoltre, i mercati interni sono in crescita e stanno maturando. Jimmy kim, Responsabile Vendite di Quadpack per l’Asia, ha dichiarato: “Per fornitori di soluzioni di packaging come noi, con una presenza internazionale, un portfolio unico, una forte competenza nell’ambito della produzione e una comprovata esperienza in Europa, esiste l’opportunità reale di aiutare questi  brand ad avere successo sia a livello locale che internazionale”. Con quartier generale in Europa, Quadpack è presente anche in Asia sin dai suoi inizi nel 2003. Quest’anno la sede australiana dell’azienda sta festeggiando il suo 10° anniversario come fornitore di  brand di spicco in Australia e Nuova Zelanda. Gli uffi ci di Melbourne e Hong kong fungeranno da sede comune per Quadpack Asia-Pacifico. A novembre la sede di Hong kong sarà trasferita presso nuovi uffi ci più grandi in previsione di un aumento dell’attività. Quadpack mira ad assicurarsi l’1% del mercato asiatico da 6,5 miliardi di euro nel prossimi 5 anni, crescendo fino a diventare un’area vendite strategica insieme a Europa e America.

Per informazioni: www.quadpack.com/it

Effective U-T

Effective U-T prodotto da ADParticles e distribuito in Italia da LCM, è un filtro fisico inorganico utilizzabile nella formulazione di prodotti solari, o come fotoprotettore in prodotti dermoprotettivi, sia in ambito skin care che make up. La principale caratteristica apprezzata è la sua NON classificazione come Nano-Materiale. La distribuzione particellare, confermata da analisi strumentali, non si colloca infatti all’interno del range granulometrico dei nano-materiali (1-100 nm). Il prodotto è in grado di assicurare un elevato livello protettivo sia in ambito UVB che UVA. Tale efficacia e omogeneità è assicurata da un processo tecnologico brevettato chiamato “dispersione secca”. Tale processo consente l’ancoraggio di particelle con diverse granulometrie; in questo modo le particelle nanometriche aderiscono ad un supporto micrometrico per dare un micro-complesso che,  per dimensioni, non rientra nel range granulometrico dei nano-prodotti (Fig.1).

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In Figura 2 possiamo inoltre osservare la determinazione della granulometria mediante tecnica DLS (Dinamic Light Scattering ), in grado di determinare le dimensioni particellari e la loro distribuzione nel campione, sfruttando la dispersione ottica e i moti Browniani del materiale.

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Composizione e Specifiche Tecniche

Effective U-T (INCI: Titanium Dioxide, Silica) è un composto a base di biossido di silicio (SiO2 ) e biossido di titanio (TiO2 ) (Tab.1). Il prodotto si presenta come una polvere bianca abbastanza omogenea e inodore. Le specifiche tecniche sono riportate in Tabella 2.

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Efficacia

Il test di valutazione della capacità di assorbimento della radiazione UV da parte del filtro è stato eseguito mediante l’utilizzo di spettrofotometro allestito con una lampada allo Xenon CW con potenza nominale di 125 W e mantenuta ad un’intensità di emissione pari a 75 W (SPF-290S Analyzer System). Il dosaggio del filtro nella formula finale è stato del 7,5% (W/W). I risultati sono riassunti in Tabella 3 e nella Figura 3 . È stata inoltre testata la fotostabilità del prodotto al fine di valutarne la variazione di SPF in seguito ad esposizione del campione alla luce UV. Il test è stato effettuato con strumentazione ORIEL LCS-100™ Small Area Sol1A (Solar Simulator), dotato di lampada Xenon CW con potenza nominale di 100 W e simulante un irraggiamento solare mediante filtro AM1.5G. L’intensità energetica generata è pari a 166 mW/cm2 . È stato poi utilizzato un filtro specifico per radiazione UVA-UVB. La misurazione di SPF è stata eseguita prima e dopo 1, 2, 3 e 4 ore di irraggiamento con spettrofotometro equipaggiato con lampada a Xenon CW da 125 W operante a 75 W (SPF-290S Analyzer System). Dopo 4 cicli di irraggiamento della durata di un’ora, non si assiste ad una riduzione di SPF. Il tasso di fotostabilità è maggiore dell’80% e tale risultato classifica il prodotto come “fotostabile” (Fig.4). Il filtro è stato utilizzato ad una concentrazione di 7,5 % (W/W).

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Sicurezza

Effective U-T non è composto da ingredienti classificati come pericolosi ed è in linea con la vigente normativa europea. Informazioni dettagliate relative alla sicurezza del prodotto e al profilo tossicologico, sono disponibili su richiesta. I livelli di metalli pesanti sono entro i limiti consentiti in ambito cosmetico (Tab.4).

Applicazioni e Modalità d’uso

Il prodotto può essere utilizzato tra il 5 e il 12% o fino ad ottenimento di SPF desiderato in qualsiasi tipologia di formulazione solare o dermoprotettiva (skin care o make up). Effective U-T può essere miscelato nella fase acquosa in riscaldamento, con l’aiuto di un omogeneizzatore ad alta velocità; in circa 10 minuti il prodotto è disperso.

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Il raggio verde

“Una donna deve abbronzarsi, l’abbronzatura dorata è chic”, così affermava Coco Chanel nei primi anni del novecento. La famosa stilista aveva solo previsto quella che sarebbe diventata la moda degli anni a venire. Ed è infatti a partire dalla seconda metà del ’900 che, in controtendenza rispetto al passato, si inizia ad apprezzare l’abbronzatura e a considerarla simbolo di benessere. E come tutte le mode che si rispettino ha avuto i suoi eccessi che hanno portato, negli ultimi anni, a considerare la pelle dorata come un canone estetico internazionale. Negli anni 2000 è stato addirittura coniato il termine tanoressia, per descrivere una patologia caratterizzata dalla dipendenza nei confronti dell’abbronzatura. Quindi se da un lato l’esposizione al sole regala svariati effetti positivi, sulla sintesi di vitamina D e sull’umore, dall’altro un’esposizione incauta ed eccessiva è causa di numerosi inestetismi, nonché di problematiche decisamente più gravi. Le radiazioni UV infatti penetrano a diversi livelli negli strati cutanei e, in base alla loro energia, provocano alterazioni di diversa entità. In particolare, le radiazioni UVB (315-280 nm) sono le principali responsabili degli eritemi solari e dei danni diretti al DNA; i raggi UVA (400-315 nm) invece, penetrando più in profondità nella cute, raggiungono il derma e causano fotoinvecchiamento e fotosensibilizzazione. Entrambe sono inoltre responsabili della formazione di radicali liberi che, a causa della loro alta reattività, possono danneggiare e deteriorare le cellule a vari livelli. Negli ultimi anni però si è registrata una crescente attenzione da parte del consumatore verso gli effetti a breve e a lungo termine dell’esposizione al sole, e se da un lato non si vuole rinunciare alla tintarella, dall’altro si è posto sempre più l’accento sulla fondamentale questione della difesa della pelle dai raggi solari. Ed è proprio sulla scia di questa maggior consapevolezza che il mercato ha mutato il modo di concepire i cosmetici destinati alla protezione solare. Se si pensa infatti ai prodotti che trovavamo sulle spiagge solo pochi anni fa ci rendiamo immediatamente conto di come tale settore si sia amplificato e specializzato. Possiamo parlare ormai di solari 3.0 performanti non solo da un punto di vista protettivo, ma estremamente gradevoli anche per quanto riguarda la sensorialità: formulazioni non grasse, non appiccicose e pesanti ma evanescenti, fluide e piacevoli come una crema di trattamento. Questo trend  si traduce in prodotti sempre più innovativi e sofisticati, dove i classici filtri chimici e fisici sono coniugati con principi attivi di origine naturale che lavorano in sinergia, potenziandone l’efficacia. E proprio la “chimica verde” offre molecole capaci di preservare l’integrità della pelle, dando la possibilità di cogliere solamente il meglio del sole.

– Mauritia Flexuosa Fruit Oil
Nella savana brasiliana, nota anche come “Cerrado”, e nella foresta tropicale amazzonica cresce la robusta palma di Buriti. Da generazioni le popolazioni indigene hanno soprannominato questa pianta “albero della vita” poichè praticamente tutte le sue parti vengono utilizzate, sia a scopo alimentare che curativo. Per esempio, dalla polpa dei suoi frutti viene ottenuto, per spremitura a freddo, un olio ricco in carotenoidi ed acido oleico ad azione lenitiva, antiossidante, restituiva. Queste funzioni aiutano la pelle arrossata e stressata da un’eccessiva esposizione al sole a ritrovare il suo equilibrio fisiologico e a mantenere il corretto tasso di idratazione.

– Olea Europaea (Olive) Oil Unsaponifiables
Tra gli effetti negativi dovuti all’esposizione alle radiazioni UV si osserva l’alterazione della permeabilità della barriera epidermica, che si traduce in una significativa variazione della TEWL (trans-epidermial water loss ). Dalla polpa di olive di un singolo cultivar si ottiene un estratto che contiene un mix di polifenoli (verbascoside, tirosolo, idrossitirosolo) che agendo in sinergia tra di loro svolgono un’importante azione antiossidante e antiradicalica, mantenendo l’integrità della barriera cutanea. La pelle così protetta risulta meno sensibile alla formazione di rughe causate da un precoce fotoinvecchiamento.

– Silybum Marianum Fruit Extract
Dai frutti del cardo mariano si ottiene un estratto ricco di flavonoidi (silibina, silidianina, silicristina) ad elevata attività antiossidante ed antiradicalica. È particolarmente indicata la forma fitosomiale perché è in grado di ridurre in maniera sensibile l’incidenza del rossore ed il fotodanneggiamento cutaneo indotto dall’esposizione alle radiazioni UVB.

– Pinus Radiata Bark Extract 
Grazie alla combinazione di tre polifenoli perfettamente bilanciati, questo innovativo ingrediente unisce alte proprietà antiossidanti ad un’eccellente attività lenitiva. Protegge efficacemente la pelle dai danni causati dai raggi UV e da agenti irritanti, prevenendo allo stesso tempo l’invecchiamento cutaneo grazie all’inibizione dell’attività degli enzimi ialuronidasi ed elastasi. Anche dal mare, da sempre fonte di energia vitale, arrivano “suggerimenti” per garantire supporto e protezione della vitalità dello strato corneo.

– Undaria Pinnatifida Extract (and) Aqua
Estratto acquoso da alga bruna ricco di amminoacidi e minerali che rinforzano le naturali difese di fibroblasti e cheratinociti. Attraverso la regolazione e la stimolazione del metabolismo cellulare viene contrastata l’azione ossidativa indotta dalle radiazioni UVA.

– Aqua (and) Porphyra Umbilicalis Extract
Questo attivo, particolarmente stabile al calore e alla luce solare, offre un’efficace bioprotezione dalle radiazioni UVA grazie alla presenza di amminoacidi simili alle micosporine, molecole ad elevata attività foto protettiva naturalmente presenti nelle alghe rosse. Sebbene la distanza tra terra e sole sia misurata in milioni di chilometri, ciò non è sufficiente a preservare la pelle da eventuali danni causati da un’esposizione non adeguata. Per far diventare i raggi UV degli alleati di bellezza, è necessario non solo prendere le dovute precauzioni, scegliendo modi e tempi corretti per cogliere i benefici del sole, ma anche utilizzare solari in grado di schermare l’azione nociva delle radiazioni. Il raggiungimento dell’abbronzatura perfetta, ambrata e luminosa, passa attraverso l’utilizzo di formulazioni contenenti principi attivi che offrano al consumatore un prodotto capace non solo di proteggere, ma anche di riparare e prevenire. Insomma uno “scudo di sicurezza” a 360 gradi che permetta alla pelle di affrontare il sole in tutta tranquillità.

 

Botanicals negli integratori alimentari

Panoramica generale e status regolatorio attuale

Il Ministero della Salute, autorità competente in materia di integratori alimentari in Italia, ha notificato alla Commissione Europea il nuovo decreto relativo a sostanze e preparati vegetali (botanicals) utilizzabili negli integratori alimentari. Il decreto è stato discusso allo Standing Committee on Plants, Animals, Food and Feed il 16 ottobre u.s. Si attende riscontro ufficiale nei prossimi mesi.

Attualmente vige il decreto ministeriale 9 luglio 2012 recante la “disciplina dell’impiego negli integratori alimentari di sostanze e preparati vegetali” integrato dal decreto 27 marzo 2014, che ha affiancato all’allegato 1 del suddetto DM 9 luglio 2012 (contenente la lista di piante ammesse a livello nazionale) l’allegato 1 bis, contenente la lista comune di piante messa a punto nell’ambito del cosiddetto progetto BELFRIT, realizzato in collaborazione con Francia e Belgio.

L’obiettivo del nuovo decreto è quello di fornire una lista consolidata di piante ammesse per l’impiego negli integratori come fonte di sostanze e preparati vegetali, predisposta sulla base dei dati e delle evidenze scientifiche disponibili e che unisca fondamentalmente la lista nazionale e la lista BELFRIT. Sulla base delle nuove evidenze scientifiche disponibili, sono state aggiornate anche le avvertenze supplementari da riportare obbligatoriamente in etichetta e specifiche condizioni d’uso da rispettare.

Struttura del decreto 

Premesso che la proposta è in fase di revisione e che dunque è possibile aspettarsi qualche modifica, la prima bozza notificata alla Commissione Europea consta di 6 articoli di legge e 2 allegati.

Il primo allegato costituisce, come anticipato, la lista unica di sostanze e preparati vegetali utilizzabili negli integratori alimentari comprensiva di 5 colonne: nome botanico, famiglia, eventuali sinonimi, parti tradizionalmente impiegate ed eventuali note. In quest’ultima colonna saranno inserite le avvertenze e le condizioni d’uso obbligatorie per alcune di queste specie vegetali. Va inoltre segnalato che l’allegato comprende due sottosezioni: la prima che elenca tutti i funghi ammessi negli integratori alimentari e la seconda che rende disponibile un’ampia legenda volta a spiegare il significato delle parti delle piante tradizionalmente utilizzate che, come del resto nelle 2 liste attualmente vigenti (nazionale e BELFRIT), sono riportate in latino.

Il secondo allegato fornisce invece specifiche indicazioni per gli operatori del settore alimentare (OSA), sulla documentazione da predisporre e sulle procedure da seguire per l’impiego negli integratori alimentari di sostanze e preparati vegetali, in riferimento alla loro natura, al processo produttivo e al prodotto finito che se ne ottiene. Tale documentazione dovrà essere tenuta a disposizione delle Autorità di controllo per dimostrare la conformità di ciascun integratore alimentare notificato alle disposizioni applicabili della legislazione alimentare vigente. Attualmente sono disponibili sul sito del Ministero della Salute delle linee guida contenenti tali indicazioni per gli operatori del settore alimentare.

Novità previste dal nuovo decreto

Come già anticipato, essendo questa la prima bozza notificata, può essere suscettibile di modifiche, nonostante sia ragionevole ritenere che gran parte delle informazioni saranno confermate.

Tra le novità principali vi è senza dubbio la possibilità di utilizzare la Stevia come ingrediente ad effetto fisiologico e non solamente come edulcorante. A tal proposito va segnalato che la base regolatoria di tale possibilità è da ricercarsi nel fatto che la Stevia è stata dichiarata non Novel Food nel Novel Food Catalogue.

Altra novità degna di nota introdotta dal decreto è la richiesta per gli operatori del settore alimentare, nei casi in cui si intenda commercializzare integratori alimentari avvalendosi del principio del Mutuo riconoscimento, di fornire una documentazione attestante che il prodotto sia legalmente in commercio come integratore alimentare nello Stato membro di provenienza, dove le sostanze e i preparati vegetali contenuti non sono considerati Novel food ai sensi del regolamento (CE) 258/97. Questo potrebbe rivelarsi un aspetto critico per gli OSA in quanto tale documentazione richiesta, che di fatto si traduce in certificati di libera vendita rilasciati dalle autorità competenti degli Stati membri comprensivi di dichiarazione di non Novel food status, risultano generalmente molto difficili da reperire.

Oltre a quanto sopra, la proposta di decreto introduce una serie di condizioni d’uso e di avvertenze obbligatorie che non sono previste nelle 2 liste attualmente vigenti e che saranno da tenere in considerazione se confermate.

Tra le più importanti condizioni di utilizzo introdotte si segnalano le seguenti:

Borago officinalis (borragine)/Buglossoides arvensis/Echium plantagineum (viperina piantaginea):
Condizione: limite di rilevabilità di 4 mcg/kg per gli alcaloidi pirrolizidinici

Cetraria islandica/Lobaria pulmonaria/Parmelia saxatilis/Cladonia/Roccella phycopsis:
Condizione: livelli massimi di titolazione (3%) e dose giornaliera (30 mg) di acido usmico

Citrus bergamia (bergamotto)
Condizione: per olio essenziale ottenuto da pericarpo obbligatoria l’assenza di furocumarine

Phaseolus vulgaris (fagiolo)
Condizione: obbligatoria l’assenza di attività emoagglutinante (da lectine)

Molte sono le piante per le quali sono state introdotte nuove avvertenze che sarà, salvo modifiche, obbligatorio riportare in etichetta. Tra le più importanti si segnalano:

Brassica oleracea (cavolo)
Avvertenza: Non utilizzare in caso di disfunzioni della tiroide

Cassia fistula
Avvertenza: Non somministrare al di sotto dei 12 anni. Consultare il medico in caso di gravidanza e allattamento. Non utilizzare per periodi prolungati senza consultare il medico

– le 2 specie di Filipendula
Avvertenza: Se si stanno assumendo farmaci antiaggreganti o anticoagulanti si consiglia di sentire il parere del medico. Si sconsiglia l’uso per bambini e adolescenti

Glycyrrhiza glabra (liquirizia)
Avvertenza: Non utilizzare per periodi prolungati senza sentire il parere del medico

Juniperus communis (ginepro)
Avvertenza: Non utilizzare per periodi prolungati senza sentire il parere del medico. Non utilizzare in caso di disfunzione renale

– le due specie di Leonurus
Avvertenza: Non utilizzare in gravidanza o in caso di ipertensione

– le tre specie di Rhamnus
Avvertenza: Non somministrare al di sotto dei 12 anni. Consultare il medico in caso di gravidanza e allattamento. Non utilizzare per periodi prolungati senza consultare il medico

– tutte le specie di Rheum (rabarbaro)
Avvertenza: Non somministrare al di sotto dei 12 anni. Consultare il medico in caso di gravidanza e allattamento. Non utilizzare per periodi prolungati senza consultare il medico

– tutte le specie di Salix (salice)
Avvertenza: Se ne sconsiglia l’uso per bambini e adolescenti

– tutte le specie di Senna
Avvertenza: Non somministrare al di sotto dei 12 anni. Consultare il medico in caso di gravidanza e allattamento. Non utilizzare per periodi prolungati senza consultare il medico.

Fitosteroli in soggetti ipercolesterolemici over 55

Il consumo di 1,7 g di fitosteroli al giorno da parte degli adulti europei di età superiore ai 55 anni con ipercolesterolemia ridurrebbe del 2,3% il rischio di ospedalizzazione dovuta a eventi cardiovascolari. Ciò comporterebbe risparmi di € 26,5 miliardi nel corso di cinque anni, ovvero € 5,3 miliardi all’anno.

Questi i risultati del nuovo studio commissionato da Food Supplements Europe, (Associazione Europea di Aziende produttrici di Integratori Alimentari), di cui Integratori Italia-AIIPA fa parte, a seguito di un’analisi delle evidenze scientifiche disponibili.

L’ipercolesterolemia è dovuta alla presenza di livelli elevati di colesterolo LDL nel sangue ed è associata ad un più alto rischio di eventi cardiovascolari. In tutta l’UE vivono 31,1 milioni di persone di età superiore a 55 anni che soffrono di ipercolesterolemia grave e che hanno un rischio stimato pari al 24,3% di essere colpiti da un evento cardiovascolare con conseguente ospedalizzazione. I fitosteroli hanno dimostrato di ridurre i livelli di colesterolo LDL. Ci sono prove evidenti che miliardi di euro di costi associati a eventi cardiovascolari potrebbero essere risparmiati attraverso un’integrazione più diffusa tra le popolazioni target nella UE.

I ricercatori indipendenti di Frost & Sullivan hanno calcolato, infatti, l’onere economico legato alla gestione di eventi cardiovascolari dovuti a ipercolesterolemia in questo target di popolazione e hanno stimato un costo a carico dei servizi sanitari dell’UE di 1,328 miliardi di euro tra il 2016 e il 2020, 266 miliardi di euro all’anno, equivalenti a 34637 euro per ogni evento. I risultati dello studio sono riportati nel nuovo rapporto Frost & Sullivan: Healthcare Cost Savings of Phytosterol Food Supplements in the European Union (http://www.foodsupplementseurope.org ).

È il secondo studio pubblicato nell’arco di un anno che ha evidenziato l’enorme potenzialità di una più diffusa integrazione alimentare nella UE nel generare risparmi in relazione a eventi cardiovascolari tra le popolazioni target.

“Nel primo studio, del 2016, i ricercatori di Frost & Sullivan avevano calcolato un risparmio di 13 miliardi di euro all’anno dovuti a malattie cardiovascolari con un consumo giornaliero di 1000 mg di integratori alimentari omega 3 EPA+DHA, nella popolazione over 55”, dichiara Anna Paonessa, Responsabile Integratori Italia – AIIPA. “In questo nuovo studio, si parla sempre di rischio cardiovascolare: l’analisi adesso esamina, attraverso una simulazione, l’impatto positivo dell’integrazione alimentare con fitosteroli sui costi dei servizi sanitari nella UE e sulla qualità di vita del target a rischio, considerato dallo studio.

A febbraio 2017 è stato infine pubblicato un secondo rapporto che aveva calcolato il risparmio generato dall’integrazione di Calcio e Vitamina D nel ridurre le fratture ossee tra i 27,8 milioni di persone dell’UE di età superiore ai 55 anni che soffrono di osteoporosi, per un risparmio valutato di 3,96 miliardi di euro l’anno.

Per informazioni
Angela Sirago, Alessandra Padovan
Ketchum, Ufficio Stampa Integratori Italia
tel 349 2690403
angela.sirago@ketchum.com
tel 02 624119.75
alessandra.padovan@ketchum.com
www.integratoriebenessere.it; www.integratoriitalia.it

Per l’integrazione nutrizionale dello sportivo

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Una formulazione unica e innovativa è rappresentata da Gunamino Formula SPORT, un integratore alimentare proposto da Guna, costituito da 8 aminoacidi essenziali, magnesio e vitamine del gruppo B, con PowerGrape® (estratto vegetale di Uva), utile in caso di intensa attività fisica.

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Le confezioni da 24 bustine da 7,5 g, o da 42 bustine da 7,5 g, sono vendute in farmacia.

Per informazioni
Clelia Corradi
Glebb & MetzgerUfficio Stampa Guna
tel 02 72023003
ccorradi@glebb-metzger.it
www.guna.it

Dalla tradizione di Loacker Remedia

Il 10 luglio 2017 è nata Schwabe Pharma Italia. Questo passaggio rappresenta una sfida strategica che l’azienda Loacker Remedia, con oltre 30 anni di esperienza nella cura dolce della persona, in particolare del bambino e della mamma, ha deciso di affrontare per rafforzare la propria immagine di azienda multinazionale rigorosa e affidabile nel mondo dei prodotti naturali, sia fitoterapici che omeopatici.
“La creazione di Schwabe Pharma Italia”, commenta Hannes Loacker, Amministratore Delegato, “ha l’obiettivo di integrare e arricchire il portafoglio prodotti, in un’ottica di continuità del servizio offerto. Grazie alla lunga esperienza di Schwabe Pharmaceuticals nella Fitoterapia, vogliamo potenziare la nostra presenza sul mercato italiano nel settore del farmaco vegetale e contemporaneamente mantenere attivo il patrimonio omeopatico.”
Il gruppo Schwabe Pharmaceuticals, azienda tedesca di proprietà familiare, presente in tutto il mondo, sin dal 1866 produce farmaci vegetali a base di ingredienti di efficacia e sicurezza comprovati dalla tradizione. Schwabe Pharmaceuticals, controllando tutte le fasi dalla coltivazione della pianta fino alla creazione del farmaco, sviluppa i suoi prodotti secondo rigorosi standard scientifici, con importanti investimenti in ricerca e sviluppo.
Schwabe Pharma Italia dalla sua sede di Egna (BZ) continuerà a coniugare naturalmente l’approccio olistico per la cura della persona con il metodo scientifico, per offrire una gamma completa di soluzioni naturali affidabili, sicure e di qualità garantita.
Con l’occasione del cambio di ragione sociale, l’azienda ha sviluppato il nuovo sito internet www.schwabe.it, dove Schwabe Pharma Italia si presenta con una veste totalmente rinnovata, in qualità di Esperto del Naturale, che offre varie soluzioni terapeutiche di altissima qualità (Omeopatia – Fitoterapia – Sali di Schüssler – Fiori di Bach), grazie ad un approccio integrato e completo ed una leadership in pediatria.
L’azienda possiede una particolare expertise nella Fitoterapia d’eccellenza rappresentata dai farmaci vegetali Kaloba, Vitango, Dormiplant e Halicar e dalla nuova linea Mama Natura specificamente formulata per risolvere le più comuni patologie pediatriche.

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Alimentazione nello sport

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D. Attualmente l’OMS ha riconosciuto la sedentarietà come la principale causa delle patologie cronico-degenerative. Sovrappeso e obesità sono in costante aumento anche in modo preoccupante in età infantile. Quale è il ruolo dell’alimentazione nell’attività fisica?
Risposta: fondamentale è abbinare regolarità nell’attività fisica e corrette abitudini alimentari. A vari livelli ognuno può essere un atleta, prendendosi cura di se stesso, rispettando corretti carichi di allenamento e un’adeguata alimentazione. Di base a qualunque livello, intensità, durata e frequenza si pratichi attività sportiva, è fondamentale avere un buono stato nutrizionale.
Così è importante distribuire nell’arco della giornata circa 5 pasti (colazione, spuntino, pranzo, spuntino, cena) bilanciando i diversi nutrienti in quantità e qualità adeguate, equilibrando carboidrati, proteine e lipidi, senza far mancare adeguate porzioni di verdura e frutta nei vari pasti, in modo da apportare fibre, vitamine, sali minerali e polifenoli. Sono da prediligere cibi freschi e genuini, come frutta, fonti proteiche magre come ad esempio pesce, soia, carne magra e verdura, carboidrati dai cereali integrali, olio extravergine di oliva e frutta oleosa.

D. E in particolare come deve essere l’alimentazione quotidiana dell’atleta?
Risposta: nel caso di chi pratica attività atletica, si tenga presente che l’obiettivo principale è quello di soddisfare le esigenze energetiche e garantire l’apporto di ogni nutriente al fine di evitare carenze di alcun tipo e garantire lo stato di salute. Gli studi attuali sono rivolti alla nutrizione periodizzata e personalizzata che prevede una pianificazione a breve e a lungo termine di alimentazione e integrazione, secondo i piani di allenamento e le abitudini di ogni singolo individuo. Gli adattamenti indotti sull’organismo dall’allenamento, infatti, sono determinati da numerosi fattori: durata, intensità e frequenza oltre che dalla qualità e dalla quantità dei nutrienti assunti pre e post esercizio. È chiaro quindi che gli adattamenti metabolici iniziano dall’esercizio, ma possono essere potenziati (o ridotti) dall’alimentazione.

D. Ci può portare degli esempi concreti?
Risposta: per esempio, la carenza di un adeguato apporto di proteine post esercizio induce un bilancio proteico negativo a livello muscolare. Esistono anche evidenze per cui in abbinamento a determinate sedute di allenamento un basso apporto di carboidrati è in grado di promuovere specifici adattamenti a livello cellulare. Quando l’assunzione di carboidrati è ridotta per un periodo prolungato si può generare chetosi con conseguente aumento dei livelli di cortisolo. Eccessive concentrazioni di cortisolo possono indurre riduzione del sistema immunitario e aumento del rischio di infortuni da microtrauma ripetuto. Inoltre l’assunzione di sostanze antiossidanti, come alcuni tipi di polifenoli, può favorire la biogenesi mitocondriale; al contrario un loro insufficiente apporto può aumentare il rischio di infortuni cosiddetti da “stress” (microtrauma ripetuto).

D. Quale è il ruolo dei carboidrati nell’alimentazione dello sportivo?
Risposta: i carboidrati  si trovano con diversa concentrazione in frutta, verdura, cereali integrali, pasta, riso, pane, patate e dolciumi. Sono da preferire quelli a basso indice glicemico contenuti ad esempio nella verdura, in molti frutti, nei cereali integrali, in quanto non determinano eccessivi e rapidi aumenti della glicemia. I carboidrati ad alto indice glicemico sono ad esempio quelli forniti da zucchero, dolciumi, sode, riso, pane bianco, prodotti da forno a base di farine bianche, pasta. Questi comportano più facilmente picchi glicemici con conseguente produzione di tessuto adiposo, ipoglicemia reattiva e aumento dello stato infiammatorio dell’organismo. Durante attività fisiche di lunga durata e intense e nell’ora successiva, invece, utilizzare carboidrati ad alto indice glicemico facilita il recupero muscolare.
Consumare grandi quantità di zucchero da cucina è dannoso per la salute, ma anche nutrirsi prevalentemente con carboidrati ad alto indice glicemico come riso, cereali per colazione, patate, grissini, pane, biscotti e riso non è vantaggioso. La concentrazione di glucosio nel sangue può aumentare notevolmente e in breve tempo, tante più sono e tanto più rapidamente vengono digerite le molecole dei carboidrati.
Importante è considerare anche la quantità degli alimenti, poiché il carico glicemico determina l’andamento della glicemia.
Se in un pasto si mangiano ad esempio patate, pane e si bevono bibite zuccherate si innalza rapidamente la glicemia e l’organismo risponde inviando in circolo una grande quantità di insulina, che si traduce in aumento del tessuto adiposo, ipoglicemia reattiva e aumento dello stato infiammatorio dell’organismo. Infatti i picchi di insulina conseguenti ai picchi glicemici possono determinare un aumento delle citochine pro infiammatorie, ovvero di molecole che il nostro corpo produce per specifiche esigenze autoregolandole, ma in caso di picchi insulinemici queste molecole possono aumentare tanto da creare prima uno stato di “infiammazione silente”, sensazione di malessere, gonfiore, pesantezza, stanchezza, che può poi concretizzarsi in malattie d’organo come ad esempio diabete, ipertensione, cardiopatie.

D. C’è un arco temporale da rispettare nell’assunzione di carboidrati in allenamento?
Risposta: Prima dell’attività fisica è utile prediligere carboidrati e cibi a basso indice glicemico, ad esempio frutta e yogurt magro senza zucchero.
Durante e dopo l’attività fisica intensa e di durata e nell’ora successiva esiste una “fase finestra”, in cui il glucosio entra direttamente nelle cellule muscolari senza lo stimolo dell’insulina e quindi per mantenere rispettivamente “durante” e ricostruire “dopo” le scorte di glicogeno muscolare, si possono assumere alimenti ad alto indice glicemico, come ad esempio una banana o delle patate. Oppure, per comodità, esistono pratici integratori dedicati sia alla fase durante che post attività fisica, funzionali al recupero, a base di maltodestrine e fruttosio, studiati per le esigenze specifiche di chi pratica sport.

D. E quali considerazioni si possono fare per gli altri macronutrienti?
Risposta: Le proteine hanno diverse funzioni importanti: regolano il funzionamento di alcuni enzimi, servono per costruire diverse strutture cellulari; in particolare abbinare fonti proteiche a carboidrati ad alto indice glicemico ottimizza il recupero muscolare. Possono inoltre avere funzione energetica quando non ci sono carboidrati e lipidi. Sono contenute nel pesce, nella carne, nelle uova, nei legumi e nella soia. È consigliato alternare fonti di proteine animali a quelle vegetali.
I lipidi si trovano nella frutta oleosa, nell’olio extravergine di oliva, nei formaggi, nelle uova. Vengono accumulati sotto forma di trigliceridi nel tessuto adiposo, costituiscono i fosfolipidi delle membrane cerebrali e permettono la produzione di alcuni ormoni.

D. Bere è importante per lo sportivo?
Risposta: L’acqua è essenziale per l’organismo, basta una lieve disidratazione per avere un calo della performance sportiva. Si consiglia di sorseggiare acqua nella giornata, prima, durante e dopo l’attività fisica.
Consideriamo anche che l’acqua si trova in frutta e verdura. Mangiando una porzione abbondante di verdura a pranzo e cena, e della frutta negli spuntini e/o a colazione, si apportano, oltre all’acqua, vitamine, sali minerali e fibre all’organismo.
Le vitamine regolano alcuni processi metabolici cellulari, possono essere idrosolubili (ad esempio la vitamina C che si trova in arance, limoni) e liposolubili contenute nella frutta oleosa, nell’olio extravergine di oliva, nei latticini (ad esempio la vitamina D).
Anche i sali minerali hanno funzione plastica e regolatrice e sono ad esempio il ferro nella carne rossa, il rame, il magnesio nel miglio e lo iodio nel sale.

D. Quali nutraceutici possono essere utili nel caso di attività sportiva?
Risposta: Nel caso dello sport, i nutraceutici possono essere utilizzati, oltre che per prevenire e curare disturbi tipici degli atleti, anche per migliorare alcune caratteristiche che intervengono nelle loro prestazioni; in particolare, consideriamo gli acidi grassi omega-3, i policosanoli e tre polifenoli (i flavanoli del cacao, la curcumina e le antocianine).
Gli allenamenti intensi e frequenti cui si sottopongono gli atleti di alto livello determinano un aumento del rischio di infortuni (in particolare di quelli da microtraumi ripetuti e di quelli muscolari) a causa di un’elevata produzione di molecole proinfiammatorie, spesso non bilanciati da un’adeguata produzione di molecole antinfiammatorie.
Gli acidi grassi omega-3 a lunga catena contribuiscono a ridurre la produzione di eicosanoidi proinfiammatori (come l’interleuchina-6) e favoriscono la produzione delle prostaglandine della serie 1, dotate di effetto antinfiammatorio.
Anche la curcumina limita la produzione di molecole proinfiammatorie (TNF-a, IL-6 e IL-1B) e ha effetto antiossidante. Si comporta infatti come scavenger (“catturatore”) di radicali liberi, riducendo lo stress ossidativo indotto da esercizio fisico e limitando così il danno ossidativo cellulare.
Ai fini di una migliore prestazione atletica, sono molto importanti gli effetti della curcumina nei muscoli. È stato dimostrato che la supplementazione con curcumina (2,5 g/die per 2 volte al giorno) allevia il dolore muscolare a insorgenza ritardata, e garantisce un migliore recupero del rendimento muscolare. Favorisce inoltre la rigenerazione dei muscoli.
Le antocianidine sono una classe molto ampia di polifenoli che fungono da pigmenti in molti vegetali, compresi vari tipi di frutta e di verdura, dando ad essi un colore dal rosso al blu.
Possono ridurre il rischio di infortuni negli atleti grazie ai loro spiccati effetti antiossidanti ed antinfiammatori. Le bacche del maqui, il mirtillo della Patagonia (Aristotelia chilensis), sono particolarmente ricche in antocianidine (130 mg per 100 g di frutto fresco); il 34% delle antocianidine è costituito da delfidinine, particolarmente biodisponibili e con una spiccata attività antiossidante.

D.  Per concludere, quali consigli si possono dare a chi pratica attività sportiva?
Risposta: In conclusione, strategia per la performance è allenarsi con carichi adeguati e rispettare un’alimentazione bilanciata ed equilibrata nei diversi nutrienti in quantità e qualità, con eventuale supplementazione di polifenoli e omega 3, concentrati ed altamente purificati.

Bibliografia
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•  Buonocore D, Negro M, Arcelli E, Marzatico F ( 2015) Anti-inflammatory Dietary Interventions and Supplements to Improve Performance during Athletic Training. J Am Coll Nutr 34 (Suppl 1):62-67
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Herbartis

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Quello che è interessante in questo tipo di formazione è che tutte queste persone hanno già un proprio progetto sulle piante officinali, e sono qui per riuscire a realizzarlo” ci dice Eva Moré, coordinatrice di Herbartis per il Centre Tecnològic Forestal de Catalunya.

Il progetto internazionale si è concluso con l’ultimo seminario tenutosi a Barcellona lo scorso mese di giugno.
Ma i suoi frutti cominciano a maturare ora.
Il progetto nasce nell’ambito del programma europeo Erasmus+ che, oltre alle più note opportunità di scambi per gli studenti universitari, prevede anche il sostegno a interventi di formazione rivolti agli adulti, pensati per qualificare competenze e profili professionali di quanti sono già in attività e per sostenere l’inserimento lavorativo o la nascita di nuove attività imprenditoriali di chi è a un punto di svolta della propria vita.
Schermata 2017-12-05 alle 12.14.00Lo sviluppo del progetto Herbartis ha impegnato istituti di ricerca, centri di formazione, associazioni professionali e di sviluppo del territorio in Italia, Francia, Portogallo e Spagna.
L’attività si è articolata su tre anni, di cui l’ultimo ha visto la realizzazione di un corso pilota che univa attività di e-learning e formazione frontale con momenti di incontro, seminari, workshop e visite ad aziende, e ha coinvolto nei quattro paesi interessati quasi 100 partecipanti (ne abbiamo parlato diffusamente lo scorso anno, quando l’attività didattica vera e propria prendeva il via – vd. Erboristeria domani 397).
L’esperienza realizzata ha suscitato grande interesse, anzi l’entusiasmo dei partecipanti (non privi per altro di spirito critico, a giudicare dalle osservazioni formulate nelle continue fasi di verifica previste durante lo svolgimento delle lezioni).
Dal corso nasce una ampia raccolta di materiale informativo, documentazione e video, già disponibile gratuitamente e in forma plurilingue per tutti gli operatori interessati sulla pagina wordpress di Herbartis.
Ma questo anno di lavoro ha posto le basi perché l’esperienza prosegua, aprendo anche la discussione su quali potranno essere le opportunità per arrivare ad un riconoscimento ufficiale del profilo professionale che il corso potrebbe formare.
Intanto un risultato concreto è stato certamente raggiunto: il progetto ha portato alla luce una comunità di produttori di piante officinali che di fatto in Europa già esisteva ma che non veniva colta nella sua identità, e che era in cerca di punti di riferimento attraverso cui confrontarsi ed aggregarsi.
Il collegamento che ora unisce i partecipanti è una porta aperta per future collaborazioni sul campo.

Schermata 2017-12-05 alle 12.14.09Produrre officinali, ma come?
Con la crescita del favore del consumatore per i prodotti naturali, si osserva un generale aumento sul mercato della richiesta di piante officinali (MAPs, Medicinal and Aromatic Plants, se preferiamo la terminologia europea), sia come materia prima che come derivati.
L’industria, per le proprie necessità, si indirizza prevalentemente verso pratiche di coltivazione estensiva.
Ma la dinamica del mercato si riflette anche nella realtà agricola dell’area mediterranea e del sud Europa, dove per ragioni storiche e geografiche abbiamo una prevalenza di piccole imprese a carattere familiare.
Inoltre il comparto MAPs desta anche l’attenzione dei protagonisti del ritorno alle campagne a cui si è assistito negli ultimi anni: persone che hanno vissuto la crisi economica dell’ultimo decennio, e la perdita di posti di lavoro in età matura, o giovani che nell’agricoltura vedono un comparto in grado di accogliere nuovi slanci imprenditoriali e progetti lavorativi.
Chi vede nelle MAPs una alternativa deve affrontare da solo una serie di sfide e difficoltà che vanno dalle questioni tecnico-produttive all’inquadramento normativo dei prodotti raccolti, dal reperimento del materiale vegetale e di macchinari adatti alle modalità di accesso al mercato e ai canali di commercializzazione.
Per molti la risposta sta nella scelta di una dimensione di carattere artigianale del proprio lavoro e nella vendita diretta al pubblico del proprio prodotto.
Ma, se in Europa oggi il lavoro artigiano è considerato un asset da promuovere e valorizzare anche attraverso la certificazione delle abilità e delle competenze di chi lo pratica, nel caso della produzione erboristica artigianale non esiste un profilo professionale riconosciuto: un nodo da sciogliere, nell’interesse del consumatore prima di tutto (sia che si parli di alimenti, cosmetici o di rimedi tradizionali); ma anche per permettere a chi ci lavora di attestare la qualità del proprio operato, a fronte del prodotto industriale.
Ed è proprio da questa linea di pensiero che nasce Herbartis: “il principale obiettivo del progetto è conseguire la crescita professionale di una classe adulta fornendo strumenti e metodi adeguati, favorendo la nascita di opportunità formative elevate e certificando il livello di apprendimento ancora non formalmente riconosciuto e l’esperienza conseguita nella pratica del proprio lavoro” ci ricorda Eva Moré.

Quali le esigenze comuni?
La prima fase dello sviluppo del progetto è consistita in una accurata raccolta di dati che potesse mettere a confronto le realtà dei quattro paesi coinvolti: lo stato dell’arte tecnico e imprenditoriale della filiera e i rispettivi contesti normativi nei quattro paesi interessati.
È stato allestito un database distinguendo tra produttori, trasformatori artigianali, industrie, associazioni, cooperative, fornitori di attrezzature e di servizi” ci spiega Elena Cerutti, direttrice dell’Associazione Terre dei Savoia e responsabile di Herbartis per la controparte italiana.
Per individuare esigenze che fossero effettivamente comuni, si è scelto di approfondire l’analisi al livello dei territori in cui operano i partner del progetto, rispetto agli scenari complessivi delle rispettive nazioni, più eterogenei. Le filiere tracciate sono state quindi Piemonte e Liguria per l’Italia, la cosiddetta PACA (Provence – Alpes – Cote d’Azur) nella Francia del Sud, la regione interna dell’Alentejo in Portogallo, e la Catalogna.

Accrescere la propria consapevolezza sia della fase produttiva che della gestione commerciale dei propri prodotti: questa è stata la prima esigenza espressa dagli intervistati” prosegue Elena Cerutti; “di qui la necessità di disporre di una maggiore padronanza delle tecniche di coltivazione delle specie officinali selezionate e della conduzione della fase agricola”.

In seconda battuta – ricorda ancora Cerutti – l’interesse degli stakeholders era approfondire le proprie conoscenze rispetto all’uso dei principi attivi delle piante coltivate, nelle loro applicazioni terapeutiche, nutrizionali e cosmetiche: questo per aumentare il valore aggiunto del prodotto attraverso la trasformazione, e per proporlo in modo efficace al consumatore”.

Queste risposte hanno permesso di delineare una aspirazione formativa comune presente nell’intera area transnazionale coinvolta nel progetto.

Sono state così individuate 4 macro-aree tematiche su cui creare un curriculum formativo molto mirato, che affrontasse: le tecniche di coltivazione delle piante officinali, la trasformazione e il condizionamento della materia prima erboristica, la preparazione e l’elaborazione di prodotti alimentari a base di ingredienti erboristici, l’approccio al mercato e lo sviluppo commerciale.

Il progetto formativo
29, 42, 51 è il numero di corsi liberi sulla produzione di MAPs organizzati in Catalogna rispettivamente nel 2013, 2014 e 2015.
Una domanda crescente di occasioni di conoscenza.
In Portogallo e in Italia le proposte appaiono meno numerose. Forse più compatta l’offerta riscontrata nel Sud della Francia.
Dei corsi svolti in Catalogna nel 2015, 26 erano corsi professionali, ma solo 7 potevano essere considerati corsi formalmente riconosciuti, 5 promossi da Centri di Alta Formazione, 2 da Centri VET.
Ma tutti questi corsi differivano per impostazione e durata, apparendo come iniziative isolate, non coordinate tra loro.

Una nuova proposta formativa è tanto più utile quanto più in grado di venire a colmare lacune eventualmente esistenti” considera Barbara Ruffoni, direttrice del CREA di Sanremo, l’altro partner italiano del progetto.
I dati raccolti hanno evidenziato l’importanza di sviluppare un’ offerta di apprendimento coordinata e di qualità elevata, per fornire competenze avanzate rispetto a produzione, trasformazione, sicurezza, regolamentazione e commercializzazione del prodotto erboristico, limitatamente al comparto alimentare.
Su queste aree il progetto ha formulato un programma modulare, basato su unità didattiche proposte sia in e-learning che con corsi frontali, per un totale di oltre 100 ore di lezione.
Oltre all’approfondimento dei contenuti, la metodologia adottata si proponeva di dotare i partecipanti di skills multilinguistici, digitali e social che li mettessero in condizione di interagire con realtà produttive anche in altri paesi.

Il corso pilota: l’esperienza sul campo
Sulla base del progetto formativo complessivo, Herbartis ha dato il via all’attuazione di un corso pilota, predisposto in modo collaborativo tra i quattro paesi coinvolti.
Su una piattaforma e-learning sono state create 21 unità formative per ciascuno dei 4 moduli individuati nel progetto generale, composte da testi illustrativi e supportate da documentazione selezionata da risorse internet, immagini, video e grafici utili per la comprensione dei temi affrontati.

Il corso pilota si è dimostrato un’occasione per verificare la fattibilità della proposta educativa nel suo complesso, ma anche per verificare la metodologia e la dinamica della didattica del corso” considera Clara Laurenço di ADCMoura, Associaçao para o Desenvolvimento do Concelho de Moura, partner portoghese del progetto.
Un elemento cardine è stato infatti il coinvolgimento attivo dello studente, reso possibile dalla modalità di interattività previste.
Prima di tutte, la verifica alla fine di ogni unità che richiedeva allo studente di attivarsi nella soluzione di specifici compiti, utilizzando gli strumenti informativi acquisiti dalla lezione, e una certa dose di propria capacità problem-solving.
Qualche esempio di queste verifiche ce lo ricorda sempre Clara Laurenço: “Visitare un mercato locale e un mercato urbano e confrontare le caratteristiche dei prodotti a base di piante incontrati; oppure, calcolare il costo totale di una distillazione in corrente di vapore (costo della struttura + costo energetico) del raccolto di un ettaro di una specie aromatica, scegliendo la pianta, le dimensioni del distillatore e la tipologia di fonte energetica; o ancora, elaborare una lista dei fornitori disponibili di piccole macchine o dispositivi per la macinazione, la miscelazione e il confezionamento di prodotti artigianali di erbe aromatiche”.
Sulla piattaforma utilizzata è stato possibile anche aprire degli spazi forum per permettere ad ogni allievo di condividere dubbi, domande, approfondimenti con gli insegnanti e con gli altri studenti, ciascuno nella propria lingua.
Inoltre è stato possibile creare anche un ulteriore spazio di collaborazione virtuale, che vedeva l’apporto, oltre che degli studenti e degli insegnanti, anche di esperti e operatori esterni, invitati a contribuire alla soluzione di problemi posti.
L’apporto degli esperti esterni è stato molto importante ed è proseguito nei workshop.
Queste attività si sono svolte in parallelo, nell’ambito di ciascuna realtà nazionale.
Ma il passo decisivo per un proficuo scambio di esperienze è stato quello offerto dalle attività transazionali: quattro viaggi di studio, uno per nazione, articolati su tre giornate, prevedendo incontri diretti, seminari tecnici e visite in azienda.

Schermata 2017-12-05 alle 12.14.35Una prospettiva per il futuro
Indipendentemente dalle informazioni fornite e dalle conoscenze acquisite, gli sforzi per seguire un corso completo come questo devono essere capitalizzati con un riconoscimento formale come un diploma o un certificato” afferma ancora Eva Moré.
Le qualifiche servono a svariati scopi: risultati dell’apprendimento per i datori di lavoro, prerequisiti per accedere a determinate professioni regolamentate, determinazione del livello e del contenuto dell’apprendimento acquisito da un istituto di istruzione e formazione. Sono anche importanti singolarmente come conferma di un successo personale” ricorda Christelle Aunac responsabile per UESS, l’Universitè Européenne des Senteurs et des Saveurs, il partner francese.
La possibilità di conferire un riconoscimento che abbia un effettivo valore formale e legale è stato uno degli obiettivi iniziali del progetto Herbartis.
Per raggiungerlo sono da considerare i diversi inquadramenti normativi delle qualifiche professionali, sia dei singoli paesi coinvolti nel progetto che a livello comunitario.
Il documento finale del progetto analizza i possibili iter distinti paese per paese e a livello comunitario, e pone le basi per un’azione volta a un ulteriore avanzamento, formulando anche alcune dettagliate ipotesi di come il corso potrebbe essere proposto nei prossimi anni, nei singoli paesi o in modalità internazionale.
L’eventualità di perseguire questo obiettivo parallelamente nei quattro paesi, con un curriculum comune e analoghi criteri di certificazione conferirebbe a questo attestato un valore e una riconoscibilità indubbiamente maggiore e certamente spendibile sul mercato, verso il consumatore e verso altri soggetti della filiera.
La volontà di tutti i partner è quella di riproporre una nuova edizione del corso, eventualmente con un altro formato, e certamente lavoreremo in questa direzione: ma molto dipenderà dalle opportunità di finanziamento che potranno aprirsi grazie alle prossime chiamate di progetti europei, che non sempre si adattano perfettamente alle nostre idee strategiche” conclude Eva Moré.

La parola ai partecipanti
Raccomandereste il corso al vostro migliore amico?
Certo, assolutamente, lo farò! É stata una attività estremamente piacevole, e ho imparato moltissimo per la mia crescita professionale nel campo delle MAPs….”.

Riportiamo alcuni commenti dei partecipanti al corso pilota.
In fase di lancio, al corso sono pervenute centoventi domande di ammissione, per circa 20 posti disponibili per ogni paese.
L’età prevalente era compresa tra i 30 e i 50 anni, netta la prevalenza femminile.
In questa fase è stata riservata una precedenza ai produttori di MAPs già in attività (alcune decine alla fine quelli presenti tra gli iscritti).
Cosa ne avete ottenuto sul piano personale, oltre ai contenuti tecnici di cui siete venuti a conoscenza? “Moltissimo: capacità linguistiche, tecnologiche: e poi contatti validi, ho conosciuto persone gradevoli e intraprendenti, ho visitato realtà di altri paesi…”.
Interessante notare che nei rapporti finali che riportano anche le osservazioni dei partecipanti, le principali criticità evidenziate riguardano i due fattori che caratterizzano il corso in maniera più significativa: qualche momento difficile si è incontrato infatti o per l’utilizzo della piattaforma (difficoltà di connessione, poca versatilità di alcune applicazioni), oppure a causa delle barriere linguistiche, sia verso i docenti che verso gli altri allievi. Al tempo stesso, il networking e la conoscenza delle realtà all’estero sono stati, per chi c’era, i tratti più qualificanti e motivanti della loro esperienza (evidentemente, le difficoltà sono state percepite di più proprio per l’importanza di queste due punti).

E in futuro, partecipereste ancora?
Spero davvero che il corso venga ripetuto, e che sia data anche ad altre persone la possibilità di vivere questa esperienza. In questo caso vorrei poter partecipare ancora ai workshop e alle attività di networking, e restare così in contatto con chi come me sta realizzando questi progetti nei nostri paesi”.

Tutti i partecipanti dimostrano di avere sinceramente molto apprezzato il coinvolgimento e la costanza di chi ha sviluppato e condotto il progetto: come accade spesso, il successo di una iniziativa, anche istituzionale e pubblica, dipende proprio dall’impegno personale di chi ci lavora.

Tra i tanti ringraziamenti rivolti a tutta l’équipe di Herbartis, ne vogliamo segnalare uno speciale: “grazie per aver dato visibilità ad un settore nel quale crediamo!”.

Per maggiori informazioni: herbartis.wordpress.com

Eurotrading e TechnicoFlor

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D. Perché ha deciso di essere un distributore di fragranze, vista la complessità del settore?
Risposta: Eurotrading è un’affermata azienda distributrice nel mercato italiano di materie prime cosmetiche con oltre venti anni di esperienza; ha sempre rappresentato primarie aziende produttrici. Già venti anni fa, avevo affrontato le fragranze in quanto le ho sempre ritenute una parte fondamentale per il successo del prodotto finale presso il nostro cliente. Inoltre, avendo internamente laboratori di ricerca e sviluppo applicati al nostro mercato di riferimento, è risultato semplice l’utilizzo delle fragranze applicato alla formulazione proposta.
È solo negli ultimi anni che il mercato si è reso conto che lo studio della fragranza più appropriata al progetto è fondamentale, non solo per il successo del medesimo, ma anche per la caratterizzazione dell’azienda che lo produce. Oggi lanciare sul mercato un prodotto nuovo senza aver fatto uno studio approfondito del logo olfattivo che lo caratterizza è molto rischioso.
Proprio partendo da queste considerazioni, la scelta di un partner dinamico come TechnicoFlor diventa strategica perché ritengo che questa azienda abbia il perfetto mix fra qualità della fragranza e massima flessibilità del servizio.

D. Perché la scelta è caduta proprio su TechnicoFlor?
Risposta: Come qualche volta succede nella vita lavorativa, c’è anche una piccola dose di casualità nell’incontrarsi al momento giusto. TechnicoFlor è un’azienda essenziera di Marsiglia il cui titolare, Francois Sabatér, proviene da una lunga tradizione di famiglia nel settore delle fragranze e, al tempo, non era presente sul mercato italiano. Dei colleghi francesi mi segnalarono questa interessante realtà, proprio nel momento in cui Eurotrading cercava una partnership con un’azienda di produzione essenziera di medie dimensioni.
Questo è avvenuto circa 5 anni fa e da allora la collaborazione è diventata vincente e ha portato ad entrambe le aziende nuovi stimoli commerciali.
Posso affermare tranquillamente che le caratteristiche aziendali, sia di Eurotrading che di TechnicoFlor, sono molto simili per la cura che hanno del cliente e del servizio.

D. Quindi questa partnership si è dimostrata vincente?
Risposta: Riprendo dalla domanda precedente, spiegando che la partnership tra le due realtà è assolutamente positiva perché è vincente il connubio dell’alta capillarità sul mercato: per quanto riguarda Eurotrading, grazie alla sua storica forza vendita, mentre risulta un fattore di primaria importanza l’ampia flessibilità che TechnicoFlor mette a disposizione, al fine di poter essere efficaci sul mercato italiano che è molto frammentato.
Ho sempre avuto un po’ l’ambizione di poter offrire al nostro mercato di riferimento ampia flessibilità e allo stesso tempo un alto livello di qualità della fragranza. Infatti spesso noto che c’è un leggero appiattimento verso il basso della qualità delle fragranze sul mercato e questo è dipeso principalmente dal fatto che le grandi multinazionali non sono tendenzialmente interessate a un mercato così frazionato e variegato, cosa del tutto comprensibile, visti gli alti costi diretti e indiretti che si devono sostenere.

D. È quindi possibile parlare di qualità della fragranza?
Risposta: Si deve parlare di qualità delle fragranze! Eurotrading ha fatto una scelta precisa, non solo individuando TechnicoFlor come partner per la loro distribuzione sul mercato italiano, ma anche impostando la commercializzazione delle stesse con un livello qualitativo talmente elevato da essere sovrapponibile a quello degli standard delle più importanti multinazionali.
Infatti Eurotrading si avvale della collaborazione di un senior sales manager di comprovata esperienza e di una valutatrice interna in strettissimo contatto sia con i clienti, sia con i profumieri di TechnicoFlor.
Per noi, il brief con il cliente è fondamentale e molto approfondito per poter fornire la migliore risposta alle esigenze del nostro referente, fin da subito. Questo anche grazie alla nostra library, costantemente aggiornata, di circa 1.500 referenze.
Se poi non fosse sufficiente, le fragranze vengono create ad hoc a Marsiglia.
In tal caso la compilazione del brief viene fatta dalla nostra valutatrice, inserendo le informazioni nel gestionale di TechnicoFlor, in modo che anche tutto il team di lavoro della casa mandante svolga al meglio la propria attività e le informazioni siano velocemente condivise.
Come ultima cosa, ma non per importanza, almeno due volte all’anno Eurotrading organizza per tutta la forza vendita, e non solo, corsi specifici, sia per migliorare l’educazione olfattiva, sia per essere al passo con le ultime novità italiane e mondiali della profumeria alcolica. I corsi sono tenuti da società altamente professionali e specializzate esclusivamente nell’area fragranze. Con test finali per misurare le performance di tutti.
Nel corso degli anni siamo riusciti a far conoscere le nostre proposte olfattive in diversi settori, dalla cosmetica, all’alta profumeria, ma anche nella detergenza e nel settore industriale.

D. Come si pone TechnicoFlor nei confronti della forte richiesta di prodotti naturali?
Risposta: Anni fa, quando nessuno ancora ci credeva, Francois Sabater decise di dedicare un profumiere alla creazione e allo sviluppo di fragranze completamente naturali. Da qui, è nata una linea completamente naturale denominata Natflor®.
Le fragranze Natflor® sono molto competitive e innovative, in grado di rispondere alle sempre più numerose richieste di sviluppo prodotti in linea con i disciplinari COSMOS e NATRUE.

D. Progetti per il futuro?
Risposta: Mettere a disposizione dei nostri clienti dei corsi specifici per ampliare la loro conoscenza di questo mondo particolare e spesso trascurato.
Consolidare sempre di più la presenza di TechnicoFlor nel mercato italiano tramite Eurotrading, con l’ambizione di raddoppiare il fatturato nel 2020, nonchè di aumentare le persone dedicate alla divisione, sia come valutatori interni che come venditori.

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