Editoriale IN6, 2025

Editoriale IN6, 2025

Tiziana Mennini

Direttore scientifico
de L'Integratore Nutrizionale

WIN Italia

Cari Lettori, vi ho già parlato altre volte di WIN (Women In Nutraceuticals), ora ho il piacere di comunicare che è arrivata anche in Italia la possibilità di connettersi e collaborare per costruire insieme una comunità nutraceutica più inclusiva.

WIN è un’organizzazione non profit, con un Board internazionale e comitati regionali,  fondata nel 2021 negli Stati Uniti da un gruppo di leader globali del settore nutraceutico, prevalentemente donne, con il supporto di sponsor. Fondatrice e presidente è Heather Granato, e il primo sponsor fondatore è stato Kerry Group. WIN è un’iniziativa globale che promuove la leadership, l’innovazione e la crescita delle donne nel settore nutraceutico, ed è impegnata a favorire l‘equità di genere attraverso programmi di mentorship, sviluppo della leadership e ricerche che valorizzano il contributo delle donne in tutti gli ambiti dell’industria.

L’avvio operativo e i primi programmi pubblici sono avvenuti nel 2022, con la prima espansione internazionale nel 2023-2024, e l’ingresso in Europa a gennaio 2025, dove si contano già 89 membri. Attualmente l’Italia è al secondo posto, con 14 membri, dopo la Germania, seguita da UK, Spagna e Francia.

Francesca Mercandelli e Claudia Valla (co-chairs per l’Italia) l’hanno presentata in occasione di
In-vitality 2025 in una speciale sessione dal titolo “Valorizzare le donne nel settore nutraceutico: la missione e l’impatto di WIN”.

La missione dei Comitati Regionali e Nazionali è quella di espandere WIN portandola più vicino ad ogni membro, offrendo alle leader locali la possibilità di guidare iniziative rilevanti e sostenibili. I comitati regionali co-organizzeranno eventi, introdurranno programmi WIN e costruiranno comunità dinamiche e connesse, creando anche opportunità concrete per la crescita professionale delle donne e per un impatto misurabile sul futuro della salute e della nutrizione.

Ci sono altri esempi di associazioni femminili italiane attive da anni con successo in altri settori, per esempio ItWIIN, che opera nel campo dell’innovazione e dell’invenzione, o Women&Tech, Associazione Donne e Tecnologie (che ogni anno conferisce il Premio Internazionale Tecnovisionarie®), che valorizzano donne portatrici di idee e innovazioni e contribuiscono a realizzare le proprie aspirazioni, migliorare la stima di sé, la motivazione, e ad ampliare orizzonti ed esperienze.

Per questo, insieme agli auguri di Buon Natale, il mio augurio per l’anno nuovo è proprio questo: che WIN Italia possa diventare un modello di avanzamento non solo delle donne, ma del futuro dell’industria nutraceutica italiana.

info@womeninnutraceuticals.org
womeninnutraceuticals.org

Nutraceutica in evoluzione. Quando la tecnica costruisce il futuro della salute

L'Integratore Nutrizionale n°6-2025 | Associazioni
Nutraceutica in evoluzione
Quando la tecnica costruisce il futuro della salute

Alessandro Colletti e Marzia Pellizzato
V Simposio della Società Italiana dei Formulatori in Nutraceutica

Il V Simposio della Società Italiana dei Formulatori in Nutraceutica (SIFNUT), tenutosi il 14 e15 novembre 2025, si è confermato come uno degli appuntamenti scientifici più rilevanti e rappresentativi per il settore nutraceutico italiano, non solo per la qualità dei contenuti proposti, ma anche per la straordinaria partecipazione del comparto scientifico e industriale. L’edizione 2025 ha infatti registrato oltre 280 accessi complessivi, con la presenza di circa 100 aziende e il supporto di più di 40 sponsor, a testimonianza di un interesse crescente e trasversale verso un settore in piena maturazione.
Al di là del dato numerico, ciò che ha maggiormente caratterizzato il Simposio è stata la composizione eterogenea della platea, volutamente “spuria” nel senso più virtuoso del termine: operatori sanitari, responsabili R&D e regulatory aziendali, formulatori, accademici, clinici e professionisti della comunicazione scientifica hanno condiviso gli stessi spazi e lo stesso linguaggio.
Questa contaminazione di competenze e prospettive ha rappresentato uno degli elementi di maggior valore dell’evento, evidenziando quanto sia oggi imprescindibile mettere in comunicazione mondi tradizionalmente separati per costruire una nutraceutica realmente solida, credibile e orientata all’efficacia. Il Simposio SIFNUT si è così confermato non solo come momento di aggiornamento scientifico, ma come luogo di connessione, in cui ricerca, industria e pratica clinica possono dialogare senza mediazioni artificiali, favorendo una crescita condivisa del settore.

Questi numeri riflettono la crescente consapevolezza che la nutraceutica stia attraversando una fase di profonda trasformazione:
da disciplina soggetta a tendenze influenzate dal mercato a disciplina tecnico-scientifica strutturata,
sempre più centrale nei percorsi di prevenzione e supporto alla salute.

Il titolo scelto “Nutraceutica in evoluzione. Quando la tecnica costruisce il futuro della salute” ha sintetizzato efficacemente il filo conduttore dell’intero Simposio: la tecnica farmaceutica applicata alla nutraceutica come sistema complesso, fondato su evidenze scientifiche, rigore metodologico e innovazione tecnologica, capace di dialogare in modo maturo con il mondo dell’healthcare, regolatorio e clinico.

Prima giornata

All’interno di questo contesto altamente partecipato, la prima giornata, dedicata al passaggio dalla ricerca all’industria, ha posto l’accento su quella che è stata definita un’ “evoluzione silente” della nutraceutica: un progresso continuo, spesso poco visibile all’esterno, ma estremamente profondo per chi opera all’interno della filiera.

L’attenzione sugli ingredienti attivi, in particolare botanicals e “altre sostanze ad effetto nutritivo fisiologico”, ha permesso di affrontare il tema della riscoperta di estratti tradizionali attraverso strumenti tecnologici moderni. Dai casi studio su Cistus e Calluna vulgaris fino all’evoluzione delle tecniche di estrazione dei derivati dell’acido idrossicinnamico, è emerso come la vera innovazione non risieda necessariamente nella scoperta di nuove piante, ma nella capacità di estrarre, standardizzare e caratterizzare in modo più selettivo e sostenibile ciò che già esiste. In parallelo, il contributo regolatorio ha ricordato come l’innovazione debba muoversi entro confini normativi sempre più definiti, soprattutto nel contesto europeo. La domanda “cosa sì e cosa no” non è apparsa come un limite alla creatività, ma come uno stimolo innovativo a progettare prodotti più solidi, difendibili e coerenti con la tutela del consumatore.

Uno dei focus della prima giornata è stato dedicato a luppoli e malti, ingredienti storicamente associati al mondo brassicolo ma oggi oggetto di un crescente interesse nutraceutico. Le evidenze precliniche e cliniche presentate hanno mostrato come specifiche frazioni bioattive possano esercitare effetti significativi in ambito cardiovascolare, cosmetico e veterinario.

Il pomeriggio della prima giornata ha spostato il focus su uno dei settori più dinamici e al tempo stesso più controversi della nutraceutica: prebiotici, probiotici e postbiotici. Il confronto tra industria, ricerca e regolatorio ha messo in luce una realtà fatta di grandi opportunità, ma anche di limiti metodologici ancora non completamente risolti. È emersa con forza la necessità di superare approcci semplicistici, basati esclusivamente sulla vitalità microbica, per abbracciare una visione più ampia che includa funzione, metabolismo microbico e interazione ospite-microbiota.

Uno dei messaggi più chiari del Simposio è stato che, oggi più che mai, la forma è sostanza. Le sessioni dedicate alle tecnologie formulative hanno mostrato come la performance clinica di un nutraceutico dipenda in modo cruciale da eccipienti, sistemi di rilascio e strategie di veicolazione. Dalle tecnologie per migliorare compliance e performance delle forme solide orali ai sistemi di rilascio mirato gastrico, fino ai carrier intelligenti, il messaggio condiviso è stato quello di una nutraceutica che dialoga apertamente con la farmaceutica, mutuandone linguaggi, modelli e strumenti, senza perdere la propria identità.

La chiusura della prima giornata ha segnato un passaggio concettuale fondamentale: il testing preclinico non come optional, ma come fondamento metodologico della nutraceutica moderna. L’allineamento con la farmacologia, l’utilizzo di modelli in vitro avanzati e modelli 3D, fino alla discussione sul ruolo dell’animal testing, hanno delineato uno scenario in cui l’efficacia non può più essere presunta, ma deve essere dimostrata.

La lettura magistrale conclusiva del prof. Cesare Sirtori ha sintetizzato efficacemente questa visione: inventare molecole e costruire salute richiede intuizione, ma soprattutto metodo.

Seconda giornata

La seconda giornata ha spostato l’attenzione dall’innovazione “invisibile” a quella visibile nella pratica clinica e professionale. Il tema della biodisponibilità e del testing farmacocinetico ha aperto i lavori, sottolineando come nuove tecnologie di delivery possano modificare radicalmente l’efficacia di molecole lipofile, a patto che siano accompagnate da corrette modalità di assunzione.

La sessione dedicata ai disturbi cardiometabolici ha rappresentato uno dei momenti di maggiore convergenza e attenzione dell’intero Simposio, riuscendo a coinvolgere in modo trasversale tutta la platea. È emersa una visione multifattoriale della disglicemia, che va oltre il semplice controllo della glicemia per includere infiammazione, funzione endoteliale, metabolismo intestinale e, in modo innovativo, anche la stitichezza come bersaglio funzionale trascurato.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla nutraceutica evidence-based applicata a performance e recupero, non solo nell’atleta ma anche nel paziente fragile. Dalla discussione sugli aminoacidi alle nuove formulazioni di creatina, fino al ruolo del supporto nutraceutico nel paziente oncologico, è emersa una nutraceutica sempre più trasversale, che supera le tradizionali compartimentazioni.

Il binomio estetica-longevità è stato affrontato in chiave moderna, spostando il focus dall’anti-ageing al concetto di healthspan. Particolarmente rilevante è stato il richiamo al ruolo dei mitocondri come snodo centrale della salute cutanea e sistemica.

La sessione sulla proprietà intellettuale ha infine ricordato che l’innovazione, per portare reale valore, deve essere protetta adeguatamente, soprattutto in un settore dove il confine tra reale innovazione ed idea di marketing è spesso sottile.

Le tavole rotonde finali hanno rappresentato il momento più “politico” e identitario del Simposio: università, istituzioni, giornalisti, associazioni di categoria e professionisti si sono confrontati sul futuro della nutraceutica, tra ambizioni scientifiche e realtà quotidiana. È emersa la necessità di una cultura condivisa, capace di tenere insieme rigore scientifico, sostenibilità industriale e responsabilità verso il paziente.

Il V Simposio SIFNUT ha restituito l’immagine di un settore healthcare consapevole delle proprie possibilità e responsabilità, pronto ad affrontare le sfide future sfruttando criticità e limitazioni come elementi di pura innovazione. Un settore che non si limita più a “promettere benessere”, ma che lavora per costruirlo con metodo, tecnica e visione.

CONTATTI
Piazza Serenissima 40
31033, Castelfranco Veneto (TV)
Tel: +39 0423 1917160
segreteria@sifnut.it

UBIQSOME®

L'Integratore Nutrizionale n°6-2025 | Ingredienti
UBIQSOME®
L’energia del coenzima Q10 nella moderna rivoluzione dell’healthy aging

A livello globale stiamo assistendo a un cambiamento demografico senza precedenti. La popolazione mondiale sta invecchiando rapidamente, e, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il numero di persone con più di 60 anni è destinato a raddoppiare entro il 2050, raggiungendo i 2,1 miliardi (https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/aging-and-health).
Questa trasformazione sposta il focus dal prolungare l’estensione della vita (lifespan) alla promozione dell’healthspan, ovvero il periodo di vita vissuto in buona salute, senza malattie croniche e disabilità significative. In questo contesto, il concetto di healthy aging si sta affermando sempre più: non si tratta soltanto di vivere più a lungo, ma di invecchiare meglio (aging better), preservando qualità della vita, autonomia e capacità fisiche e cognitive.
Con l’avanzare dell’età, infatti, i processi fisiologici rallentano gradualmente, influenzando vitalità, resilienza e benessere generale: il mantenimento di una funzionalità corporea ottimale rappresenta le fondamenta per una salute duratura e una vita ricca di energia. In questa prospettiva, gli ingredienti naturali possono diventare un alleato chiave per favorire un invecchiamento attivo, sano e consapevole.
Tra di essi, il coenzima Q10 (CoQ10) gioca un ruolo cruciale nel preservare la funzionalità dell’organismo durante il naturale processo fisiologico dell’invecchiamento. Conosciuto anche come ubichinone o ubidecarenone, il coenzima Q10 è una sostanza presente in tutte le cellule del corpo umano, dove opera la sua funzione principale legata alla produzione di energia cellulare. Tuttavia, i livelli endogeni di CoQ10 possono diminuire con l’età, in presenza di patologie o in condizioni di stress ossidativo, e la supplementazione esogena si scontra con la bassa biodisponibilità di questo nutriente, che risulta poco assorbito quando assunto per via orale.

Nell’affollato mercato degli ingredienti nutrizionali a base di ubichinone, *UBIQSOME® (Coenzima Q10 *Fitosoma®) si distingue per la sua innovativa formulazione del coenzima Q10 con la tecnologia *Indena Phytosome®, che consente di ottimizzarne il bioassorbimento e gli effetti benefici superando i noti limiti della supplementazione orale. Numerosi studi preclinici e clinici documentano l’unicità di UBIQSOME® e confermano che sia in grado di ottimizzare i livelli cellulari e muscolari di coenzima Q10 dopo supplementazione orale, rendendolo quindi un alleato chiave per sostenere nel tempo funzioni del corpo umano quali energia, salute cardiovascolare e salute della pelle, supportando in modo concreto i processi fisiologici legati all’healthy aging.

COMPOSIZIONE
E SPECIFICHE TECNICHE

MECCANISMO D’AZIONE

Un approfondito studio preclinico condotto su una linea cellulare di epitelio intestinale umano e su una linea cellulare di cardiomioblasti murini ha indagato i meccanismi di internalizzazione cellulare di UBIQSOME® e la sua distribuzione mitocondriale. Lo studio ha inoltre valutato i diversi effetti bioenergetici dell’ingrediente e il suo ruolo protettivo contro lo stress ossidativo, evidenziando la significativa efficacia di UBIQSOME® nel supportare i processi legati all’healthy aging (1).

Le evidenze scientifiche hanno dimostrato che la macropinocitosi costituisce il principale meccanismo attraverso cui UBIQSOME® viene internalizzato dalle cellule intestinali e cardiache, proprio grazie alla sua formulazione Indena Phytosome®. La matrice a base di lecitina, caratteristica di questa tecnologia, favorisce una maggiore internalizzazione del coenzima Q10 rispetto al CoQ10 non formulato, come dimostrato da un significativo aumento delle goccioline lipidiche intracellulari, soprattutto nelle cellule cardiache, rilevato con la microscopia confocale.

I risultati di questa ricerca (1) hanno inoltre evidenziato che UBIQSOME® è in grado di:

• incrementare i livelli di CoQ10 nei mitocondri

• migliorare il consumo di ossigeno da parte delle cellule

• potenziare la sintesi di ATP

• incrementare la produzione di proteine cellulari

• stimolare la biogenesi mitocondriale

• ridurre lo stress ossidativo cellulare

efficacia

UBIQSOME® è stato oggetto di uno studio ex vivo che ha coinvolto otto volontari in un trial crossover, con supplementazione di 100 mg/die di coenzima Q10 per due settimane, sia nella forma Indena Phytosome® sia nella forma cristallina tradizionale. Al termine del periodo di somministrazione, campioni di plasma normalizzati per il contenuto di CoQ10 sono stati incubati per 24 ore con due linee cellulari differenti (2).

I risultati hanno evidenziato che UBIQSOME® aumenta significativamente i livelli cellulari di ubichinone rispetto al coenzima Q10 tradizionale, con un incremento sia in mioblasti murini (4x) che in fibroblasti dermici umani (2x).

Nello specifico, il maggiore assorbimento di coenzima Q10 nei fibroblasti suggerisce che UBIQSOME® possa avere un effetto vantaggioso su processi chiave dell’aging better cutaneo, favorendo una pelle più vitale, luminosa e resistente ai segni dell’invecchiamento (2).

La capacità di UBIQSOME® di ottimizzare il bioassorbimento di coenzima Q10 è ampiamente dimostrata da studi nell’uomo.

Uno studio di farmacocinetica a dose singola condotto su volontari sani ha dimostrato che l’assunzione di una capsula di UBIQSOME® da 150 mg (corrispondente a 30 mg di CoQ10) consente di ottenere livelli plasmatici di CoQ10 significativamente superiori rispetto al coenzima Q10 tradizionale non formulato (100 mg), con un incremento dell’AUC pari a 3 volte su base ponderale e 9 volte su base molare (3). In aggiunta, un secondo studio di farmacocinetica a dosi ripetute ha confermato livelli plasmatici ottimizzati di CoQ10 dopo integrazione quotidiana di UBIQSOME® (150 mg e 300 mg) per due settimane (3).

A queste evidenze si aggiunge un trial clinico randomizzato e controllato che ha coinvolto 20 soggetti sani, runner abituali tra i 50 e i 65 anni, una cui parte ha ricevuto la supplementazione con UBIQSOME® al dosaggio di 500 mg/die. Dopo 30 giorni di integrazione, UBIQSOME® si è dimostrato in grado di aumentare i livelli muscolari di coenzima Q10 di +37% rispetto al basale (p<0,05), in contrasto con l’assenza di variazioni nel gruppo di controllo: ad oggi, questo dato eccezionale rappresenta ancora un unicum nello scenario degli ingredienti nutraceutici a base di coenzima Q10. In aggiunta, anche importanti biomarker di stress ossidativo e infiammatorio post-esercizio fisico hanno subito variazioni positive significative rispetto al basale nel gruppo che ha ricevuto la supplementazione con UBIQSOME®, come dimostrato dall’aumentata capacità antiossidante totale (TAC, +64%, p<0,05) e dalla riduzione di interleuchine infiammatorie, tra cui IL-6 (−63%, p<0,05) e IL-10 (−48%, p<0,05) (4).

L’ottimizzazione del bioassorbimento di coenzima Q10 porta ad una serie di effetti benefici che UBIQSOME® esercita sulla salute dell’uomo, come dimostrato in due studi clinici.

In un primo studio, venti giovani volontari sani, non fumatori, di età compresa tra 18 e 40 anni, sono stati arruolati in uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo e con disegno crossover; i partecipanti hanno assunto quotidianamente UBIQSOME® oppure placebo per quattro settimane. I risultati hanno dimostrato che UBIQSOME® migliora la funzione endoteliale già dopo la prima dose, con un incremento del +7% rispetto al basale (p<0,05) (5). Questa evidenza ha trovato conferma anche al termine delle 4 settimane di supplementazione previste dallo studio. Tale effetto evidenzia il ruolo protettivo di UBIQSOME® come antiossidante naturale anche in individui giovani e in assenza di condizioni patologiche.

A questo si aggiunge un recente studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, che ha valutato l’efficacia dell’integrazione con UBIQSOME® nel migliorare la performance fisica e ridurre la sensazione di astenia in persone anziane che assumevano statine e lamentavano da almeno tre mesi stanchezza correlata alla terapia. Sono stati coinvolti sessanta individui tra i 65 e gli 80 anni, tutti in trattamento stabile con una statina da almeno sei mesi e in buone condizioni di salute generale, senza patologie cardiovascolari, disturbi osteoarticolari o muscolari, obesità o altre condizioni che potessero interferire con la percezione della fatica. Alla fine di 8 settimane  di integrazione, i risultati hanno evidenziato un miglioramento significativo nei soggetti trattati con UBIQSOME® 150 mg due volte al giorno rispetto al basale ed al gruppo placebo. Tali soggetti hanno riportato una riduzione marcata della sensazione di stanchezza rispetto al basale (VAS−50%, p<0,05), accompagnata da un incremento importante della forza di presa (+30%, p<0,05) e da un miglioramento della capacità funzionale, dimostrato dall’aumento delle ripetizioni nel test “sit-to-stand” (+36%, p<0,05) e del numero di passi nel “2-minute step test” (+11%, p<0,05) (6).

Tali evidenze dimostrano come UBIQSOME®, grazie alla sua formulazione innovativa di coenzima Q10, contribuisca a sostenere diverse funzionalità del corpo umano, quali la performance fisica, la funzione cardiovascolare e la salute della pelle, presentandosi come un vero alleato per accompagnare l’organismo lungo tutto il percorso dell’invecchiamento, favorendo benessere e vitalità nel tempo.

sicurezza

L’integrazione con UBIQSOME® risulta ben tollerata e, ad oggi, non sono stati osservati né segnalati effetti indesiderati.

Applicazioni e Modalità d’uso

UBIQSOME® è un ingrediente nutrizionale ottenuto dal coenzima Q10 che non apporta calorie e può essere utilizzato in diverse formulazioni per integratori alimentari. Il dosaggio raccomandato è di 150-500 mg al giorno.

BIBLIOGRAFIA

(1) Marcheggiani F, Orlando P, Silvestri S et al. CoQ10Phytosomes improve cellular ubiquinone uptake in skeletal muscle mells: an ex vivo study using CoQ10-Enriched low-density lipoproteins obtained in a randomized crossover study. Antioxidants (Basel). 2023;12(4):964.
(2) Rizzardi N, Liparulo I, Antonelli G et al. Coenzyme Q10 Phytosome formulation improves CoQ10 bioavailability and mitochondrial functionality in cultured cells. Antioxidants (Basel). 2021;10(6):927.
(3) Petrangolini G, Ronchi M, Frattini E et al. a new food-grade coenzyme Q10 formulation improves bioavailability: single and repeated pharmacokinetic studies in healthy volunteers. Curr Drug Deliv. 2019;16(8):759-767.
(4) Drobnic F, Riera J, Artuch R et al. Efficient muscle distribution reflects the positive influence of coenzyme Q10 Phytosome in healthy aging athletes after stressing exercise. J Food Sci Nutr Res. 2020; 3(4):262-275.
(5) Cicero AFG, Fogacci F, Di Micoli A et al. Noninvasive instrumental evaluation of coenzyme Q10 phytosome on endothelial reactivity in healthy nonsmoking young volunteers: A double-blind, randomized, placebo-controlled crossover clinical trial. Biofactors. 2022;48(5):1160-1165.
(6) Fogacci F, Giovannini M, Tocci G et al. effect of coenzyme Q10 on physical performance in older adults with statin-associated asthenia: a double-blind, randomized, placebo-controlled clinical trial. J Clin Med. 2024;13(13):3741.

E. Frattini
elisabetta.frattini@indena.com
www.indena.com

Editoriale IN5, 2025

Editoriale IN5, 2025

Tiziana Mennini

Direttore scientifico
de L'Integratore Nutrizionale

Da dove iniziare?
E di quali attivi parliamo?

Cari Lettori, 

il penultimo numero dell’anno è molto ricco di spunti diversi, per cui abbiamo l’imbarazzo della scelta: da dove iniziare la nostra lettura? 

La risposta più facile sta nel seguire il focus sulla salute gastrointestinale: troverete due eccellenti articoli scientifici e sei presentazioni di ingredienti innovativi.

Ma vorrei proporvi una lettura trasversale: di quali classi di attivi stiamo parlando?

La prima risposta che si puo formulare, come d’attualità,  sono  i probiotici (o meglio la loro combinazione): un articolo sulla combinazione di L. acidophilus NCFM e B. lactis Bi-07, già noti singolarmente per i loro effetti benefici che vengono potenziati grazie al contributo specifico di ciascun ceppo, e la presentazione di una miscela di ceppi probiotici (B. lactis BS01, B. breve BR03, L. plantarum LP09, L. rhamnosus LR06). è descritto anche l’effetto di un paraprobiotico (vi incuriosisce il termine?), per la precisione L. plantarum (beLP1®) SD1567 sulla salute gastrointestinale e non solo. 

L’altra grande classe di attivi che va sempre per la maggiore è quella dei botanicals, che troviamo presenti sia negli articoli focalizzati sulla salute gastrointestinale (estratti innovativi di liquirizia, fichi e manna, bergamotto) sia in quelli extra-focus (estratto di Scutellaria lateriflora per la gestione del sonno, di mirtillo selvatico fermentato come nutricosmetico, estratto di nuova generazione di corteccia di pino marittimo francese). Per quanto riguarda la salute gastrointestinale è interessante notare che troverete anche informazioni sugli effetti gastroprotettivi di estratti ottenuti da botanicals non convenzionali, quali alghe e funghi: si tratta dell’alga Undaria pinnatifida e di un noto fungo medicinale, la Tremella fuciformis. 

Di piante e derivati botanici ci aggiorna anche Giovanna Baron sul ruolo protettivo dei polifenoli per la salute gastrointestinale. E già che abbiamo parlato di botanicals, non potete perdervi l’articolo dell’Avv. Valeria Pullini sulla disciplina dei cosiddetti pending claims relativi alle sostanze botaniche alla luce della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

E così siamo arrivati alla fine di questo excursus sulle classi di attivi trattati in questo numero. Ma voi continuate a leggere, ci sono molti altri aggiornamenti, tra cui quelli sui Novel Food da non perdere…

Buona (e impegnativa) lettura!

EHPM : Cinquanta anni al servizio del settore degli integratori alimentari

European Federation of Associations of Health Product Manufacturer
EHPM : Cinquanta anni al servizio del settore degli integratori alimentari

Decorre quest’anno il cinquantesimo anniversario dalla nascita di EHPM (European Federation of Associations of Health Product Manufacturer), la voce principale del settore degli integratori alimentari in Europa. 

La Federazione, attraverso le associazioni nazionali di 13 stati membri e diverse aziende soci diretti, rappresenta più di 1600 operatori europei del settore, produttori o distributori di prodotti salutistici.

EHPM si è proposta fin dalla nascita nel 1975 come l’interlocutore privileggiato a livello istituzionale e politico per contribuire a livello europeo allo sviluppo di una legislazione armonizzata e proporzionale per gli integratori alimentari, al passo con l’innovazione e che riconosca il loro ruolo per il mantenimento della salute dei consumatori e i benefici per i sistemi sanirati nazionali.

Il 50^ anniversario di EHPM verrà celebrato il 12 Novembre 2025 con un evento che si terrà al Parlamento Europeo a Bruxelles e che vedrà la partecipazione, oltre che dei rappresentati delle associazioni nazionali e di molte aziende, di esponenti della politica e delle autorità regolatorie di diversi paesi.

L’ evento rappresenta un’occasione unica per celebrare la storia di EHPM e guardare al futuro, riflettendo su come si possa continuare a collaborare con le Istituzioni Europee e per sottolineare anche quanto resta ancora da fare per   arrivare ad un mercato altamente competitivo di prodotti innovativi, di alta qualità, sicuri ed efficaci.

Antonino Santoro, Vice-Presidente EHPM

Da rifiuto a risorsa

Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “L. Spallanzani”
Università di Pavia
Da rifiuto a risorsa: Il Progetto bioRESTART vincitore al XVI Forum della Borsa della Ricerca 2025

bioRESTART (FEASR – Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 MISURA 124 e 2014-2020 MISURA 16) ha introdotto un approccio innovativo per la trasformazione degli scarti vegetali. Nasce nei laboratori di ricerca del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “L. Spallanzani” dell’Università di Pavia da due giovani ricercatori, Daniela Buonocore ed Enrico Doria, in collaborazione con Cinzia Calvio, Maurizia Dossena, Andrea Belloni, Manuela Verri e AOP ORTOINNOVA Società Agricola Consortile a r.l. e il suo presidente Ambrogio De Ponti. Il team propone una tecnologia innovativa per l’utilizzo dei sottoprodotti di scarto vegetale, contribuendo al miglioramento in termini di efficienza e sostenibilità nella produzione di ingredienti per integratori alimentari, alimenti addizionati, cosmetici, dispositivi medici e prodotti fitosanitari. Il progetto ha sviluppato una tecnologia originale, innovativa, efficiente e sostenibile per l’utilizzo dei sottoprodotti di scarto vegetale, generando un’offerta in grado di migliorare l’efficienza e la sostenibilità nella produzione di ingredienti per integratori alimentari, alimenti addizionati, cosmetici, dispositivi medici e prodotti fitosanitari, mantenendo valori fissi quali Sostenibilità (uso di scarti, uso ridotto di solventi organici, basso consumo di energia, riduzione consumo di suolo e acqua, utilizzo del residuo di lavorazione per biocarburante) e Innovazione (metodologia sviluppata in una linea di ricerca originale). bioRESTART 4.0, finanziato nell’ambito dei PoC Accademici dell’Ecosistema dell’innovazione PNRR NODES (ECS00000036), rappresenta un ulteriore passo avanti, con l’integrazione di tecnologie avanzate per monitorare e ottimizzare continuamente il processo estrattivo, migliorando le rese dei composti bioattivi e riducendo i tempi necessari per portare i prodotti sul mercato. A bioRESTART 4.0, è andato il premio messo in palio da GBFoods (multinazionale presente in più di 50 paesi, tra i cui marchi Star) al XVI Forum della Borsa della Ricerca 2025, un evento Fondazione Emblema per favorire il trasferimento tecnologico. 

Piante e salute: tecnica, formulazione e razionale d’uso dei botanicals nei medicinali vegetali, negli integratori alimentari e nella fitocosmesi.

Università di Parma
Piante e salute: Tecnica, formulazione e razionale d’uso dei botanicals nei medicinali vegetali, negli integratori alimentari e nella fitocosmesi.
Corso interdisciplinare di perfezionamento 2025/2026

Course President:
Prof. Renato Bruni Coordinatore del Corso:
Prof. Marco Biagi

Data di inizio: Gennaio 2026

Apertura iscrizioni: 23 luglio 2025

Termine iscrizione: 30 novembre 2025

Il Corso si articola in 6 insegnamenti, strutturati per conferire al Corso un percorso didattico omogeneo, completo, moderno, pensato sulla base delle esigenze professionali di chi si occupa di prodotti vegetali per la salute. Nel dettaglio gli insegnamenti sono i seguenti:
• Botanica Farmaceutica Applicata, etnobotanica e fitochimica; Normativa UE e controllo di qualità dei prodotti vegetali.   
• Fitoterapia evidence-based: razionale d’uso dei prodotti vegetali nei diversi ambiti fisiopatologici. 
• Nutraceutica: ricerca, sviluppo, innovazione.
• Le piante per la cura della pelle.
• Formulazione e testing dei prodotti vegetali. 

Completa il percorso uno stage inteso come applicazione pratica delle nozioni teoriche impartite. 5 cicli di lezioni frontali, con cadenza mensile, da gennaio a maggio 2026, con modalità blended così suddivisi: venerdì pomeriggio ore 14,00 – 18,45, sabato mattina ore 09,00 – 12,45 e sabato pomeriggio ore 14,00 – 18,20 da tenersi alternativamente in presenza e in modalità FAD. 

OBIETTIVI professionali
Titoli o requisiti di accesso
Course President: Prof. Renato Bruni
Course tutor: Prof. Marco Biagi
renato.bruni@unipr.it

Nutraceutici e integratori alimentari: dalla materia prima al marketing e loro impiego in clinica

Dipartimento di Scienze del Farmaco Università di Pavia
Nutraceutici e integratori alimentari: dalla materia prima al marketing e loro impiego in clinica
Master di II livello

Coordinatore del Corso:
Prof.ssa Adele Papetti

Data di inizio e fine: 28/2/2026 - 28/6/2026.

Attività pratiche di laboratorio: dal 30/6/2026 al 7/6/2026 (da confermare)

Apertura iscrizioni: 22/9/2025.

Termine iscrizione: 6/2/2026 seguendo le modalità indicate dal bando.

Il master è rivolto sia a neolaureati sia a lavoratori già operanti in aziende, farmacie e parafarmacie, Enti di Ricerca o organismi di controllo dei prodotti alimentari e società di consulenza comunicazione e marketing). Il Master, alla sua V edizione, si propone di rispondere alle richieste sempre crescenti da parte delle aziende alimentari e farmaceutiche di figure professionali qualificate. 

Il Master è di durata annuale articolato in: didattica frontale, seminari, esercitazioni pratiche per affrontare sul campo le principali problematiche relative alla progettazione, sviluppo, formulazione e al controllo analitico di un prodotto finito, visite presso aziende del settore nutraceutico. È infine previsto un tirocinio curriculare presso aziende del settore o enti di ricerca. Punti di forza del Master sarà da un lato la possibilità di svolgere attività pratica di laboratorio in collaborazione con specialists del settore e SIFNut e dall’altra la presenza di docenti provenienti da Aziende, Associazioni di Settore e Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico che copriranno la quasi totalità della didattica frontale e di laboratorio.

OBIETTIVI professionali
SBOCCHI PROFESSIONALI
INFORMAZIONI GENERALI
Coordinatore del Corso:
Prof.ssa Adele Papetti
Data di inizio e fine: 28/2/2026 - 28/6/2026.
Attività pratiche di laboratorio: dal 30/6/2026 al 7/6/2026 (da confermare)
Apertura iscrizioni: 22/9/2025.
Termine iscrizione: 6/2/2026 seguendo le modalità indicate dal bando.

Master biennale di II livello in Discipline Regolatorie “G. Benzi”

Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “L. Spallanzani”
Università di Pavia
Master in Discipline Regolatorie “G. Benzi”
Master Biennale di II livello

Coordinatore del Corso:
Prof.ssa Maurizia Dossena Il master biennale si terrà in modalità online su piattaforma dedicata.

L’Università degli Studi di Pavia ha istituito per il biennio accademico 2025-2027 la XXII edizione del Master Universitario Biennale di II livello in Discipline Regolatorie “G. Benzi”, presso il Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Lazzaro Spallanzani”. Il Master ha lo scopo di fornire a laureati di diverse discipline le competenze necessarie per la formazione di nuove figure professionali nel campo delle attività regolatorie, oggi richieste dalle Aziende e dalle Autorità operanti nel Settore Sanitario ed Industriale.

Le Discipline Regolatorie sono costituite dall’insieme delle nozioni scientifiche, tecniche, economiche, legali ed amministrative atte a definire le regole e gli strumenti per amministrare tutta la materia riguardante produzione, sperimentazione, immissione sul mercato ed utilizzo, entro termini di efficacia, qualità e sicurezza, delle sostanze esogene ad uso umano ed animale (specialità medicinali, integratori alimentari, dispositivi medici, cosmetici, etc..).

OBIETTIVI professionali
SBOCCHI PROFESSIONALI
Contatti: Prof.ssa Maurizia Dossena
maurizia.dossena@unipv.it

Prodotti Nutraceutici: dalla Ricerca e Sviluppo al Marketing

Dipartimento di Farmacia Università Federico II di Napoli
Prodotti Nutraceutici:
dalla Ricerca e Sviluppo
al Marketing
Master di II livello

Coordinatore del Corso:
Prof.ssa Maria Daglia
Data di inizio e fine: febbraio 2026 – marzo 2027.

Il master si terrà in modalità online su piattaforma dedicata.

Il Master ha lo scopo di fornire una formazione post-laurea altamente qualificata nel settore della Nutraceutica, disciplina che studia i componenti alimentari aventi effetto nutritivo o fisiologico che svolgono un ruolo benefico sull’organismo, contribuendo al mantenimento dell’omeostasi e pertanto utili per la conservazione di un buono stato di salute e per la prevenzione delle patologie croniche.   

Il termine “Nutraceutica”, sintesi delle due parole “nutrizione” e “farmaceutica”, è stato coniato nel 1989 da Stephen De Felice, nutrizionista e biochimico americano, membro della Foundation for Innovation in Medicine (New Jersey, USA). Con il termine “nutraceutico” vengono pertanto identificati specifici componenti di alimenti (di origine sia vegetale sia animale), sostanze e prepararti vegetali e microorganismi, che per le loro proprietà funzionali si collocano tra l’alimento e il farmaco e possono essere impiegati da soli o in miscela nella produzione degli integratori alimentari. 

Da oltre un decennio il mercato degli integratori alimentari è in crescita a livello mondiale. Nel 2025 il mercato italiano vale circa 5 miliardi di euro, rappresentando più del 25% per mercato Europeo seguito dalla Germania, Francia e Spagna. Il fatturato italiano si traduce in ben oltre 300 milioni di confezioni vendute, prevalentemente commercializzate tramite il canale Farmacia, rappresentando la seconda categoria per valore generato dopo il farmaco su prescrizione (dati aggiornati a luglio 2025). 

Questa consolidata tendenza positiva, da un lato, ha indotto l’industria farmaceutica, nell’ambito di strategie di diversificazione della produzione, a inserirsi nel settore della Nutraceutica, un tempo appannaggio della sola industria alimentare e, dall’altro, continua a portare alla nascita di nuove aziende produttrici o di distribuzione, sia di materie prime da impiegare quali ingredienti nella preparazione degli integratori alimentari sia di prodotti finiti, con un totale di oltre 200.000 addetti assunti dall’intera filiera. 

In questo contesto, sia l’industria farmaceutica, sia quella alimentare, sia quella dei prodotti salutistici richiedono sempre maggiormente figure professionali dotate di tutte le competenze scientifiche e metodologiche necessarie per operare nell’ambito della Nutraceutica.

OBIETTIVI FORMATIVI
SBOCCHI PROFESSIONALI
Contatti: Prof.ssa Maria Daglia

www.masternutraceutici.it
maria.daglia@unina.it