Inquinamento ambientale


Inquinamento ambientale

Riduzione delle microplastiche

Cosmetica Italia

L’inquinamento e le sue conseguenze nel lungo termine sono ormai, giustamente, fonte di dibattito quotidiano. Sicuramente, tra le cause principali dell’inquinamento ambientale la plastica riveste un ruolo di prim’ordine; non soltanto per quanto riguarda gli imballi, più o meno voluminosi, abbandonati indiscriminatamente sul territorio o in mari e oceani, ma anche a livello di microplastiche, ovvero di frammenti di dimensioni collocate convenzionalmente al di sotto dei 5 mm. Per affrontare con tempestività questa problematica, l’Unione Europea ha instaurato una strategia di intervento, trovando nelle aziende cosmetiche europee dei validi alleati. Le industrie cosmetiche, infatti, attente all’ambiente, già tra il 2012 e il 2017 hanno volontariamente eliminato il 97,6% delle microsfere di plastica utilizzate per l’esfoliazione e la pulizia nei prodotti cosmetici da risciacquo, anche se, effettivamente, le microplastiche aggiunte nei cosmetici rappresentano un piccolo contributo ai rifiuti di plastica presenti nei mari. Gli studi hanno infatti evidenziato che l’apporto potenziale del settore cosmetico europeo rappresenta una percentuale stimata tra lo 0,1 e il 2% del totale, mentre il maggiore contributo alle emissioni di microplastica è generato dalla frammentazione di oggetti in plastica più grandi, come pneumatici per auto, bottiglie e fibre di vestiti. Nonostante queste premesse e nonostante alcuni Stati membri, tra cui l’Italia, abbiano già introdotto provvedimenti legislativi che impediscono l’uso di microplastiche in diversi tipi di cosmetici, l’Unione Europea ha avviato già dal 2017 una procedura finalizzata a inserire nella normativa sulle sostanze chimiche (Regolamento REACH) una restrizione per limitare l’uso volontario di microplastiche in tutti i prodotti di consumo, tra cui i cosmetici. Nel corso del 2018 sono stati raccolti dati e informazioni in un dossier preparatorio e all’inizio del 2019 l’ECHA (European Chemicals Agency) ha pubblicato il dossier di restrizione sull’allegato XV del REACH relativamente alle microplastiche aggiunte intenzionalmente ai cosmetici. La pubblicazione di questo dossier ha rappresentato il primo step, mentre il successivo passaggio è stato l’avvio di una consultazione pubblica, avvenuta nel maggio 2019, che raccoglierà valutazioni e commenti da parte dei vari stakeholder coinvolti dalla proposta di regolamentazione e si chiuderà nel prossimo mese di settembre. L’industria cosmetica europea, relativamente alle misure proposte per il proprio settore, ha sottolineato come qualsiasi azione dovrebbe attentamente considerare aspetti come la proporzionalità, la coerenza, l’efficacia e l’applicabilità, oltre a essere basata su evidenze scientifiche e su un’accurata valutazione dei rischi. Dovrebbe inoltre tenere conto della complessità del destino ambientale dei prodotti cosmetici, in particolare dei prodotti “non da risciacquo” e dell’effettiva disponibilità di alternative. Tale approccio dovrebbe anche essere confrontato con l’impatto sull’industria cosmetica e sulle scelte dei consumatori; infine, dovrebbe essere valutato il reale beneficio per l’ambiente di eventuali restrizioni. La proposta presentata dall’ECHA potrebbe essere migliorabile sotto diversi aspetti. La definizione utilizzata di microplastiche risulta esssere troppo ampia, complessa, poco comprensibile e di difficile applicabilità. Pertanto, potrebbero rientrare nel campo di azione delle future limitazioni regolatorie anche sostanze non plastiche che non rientrano nel dibattito sui rifiuti di plastica. Una revisione della definizione permetterebbe di concentrarsi sul reale scopo della proposta, cioè la plastica: va infatti ricordato che tutte le materie plastiche sono polimeri, ma non tutti i polimeri sono plastiche. Anche l’obiettivo stesso della restrizione risulta troppo ampio e ciò fa si che questa incida eccessivamente su categorie di prodotti, come i cosmetici “non da risciacquo”, che in realtà contribuiscono in maniera poco significativa alle emissioni di microplastiche nell’ambiente, ma per le quali la restrizione avrebbe un elevato impatto socio-economico e sui consumatori. L’industria cosmetica europea ha mantenuto e continua ad avere una stretta collaborazione con l’ECHA, fornendo input rilevanti per il settore e partecipando alla consultazione pubblica in corso.

L’obiettivo comune è infatti quello di apportare un reale beneficio all’ambiente, evitando che le misure adottate siano sproporzionate e vadano a limitare la capacità dell’industria europea di innovare e rispondere alle attese in continua evoluzione dei consumatori.

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