Peregrinazioni fitoalimurgiche dal Gargano alle Puglie

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Mitt’ sàl’ e gògghji’ e ogni jèrva diventa fògghji”: metti sale ed olio ed ogni erba diventa foglia. In questo proverbio si racchiude tutto il significato di un rapporto certamente intenso delle genti garganiche, daune, con le erbe selvatiche, comunemente ritenute “foglie” che si possono mangiare.

Quello delle erbe spontanee è oggi un capitolo di ricerca importante finalizzato soprattutto a salvaguardare un patrimonio di conoscenze che rischia di perdersi definitivamente, oggi ancora più prezioso, visto che abbiamo ridotto a non più di 12 specie la fonte dei nostri alimenti vegetali.

Il tema merita oggi approfondimenti ed opportune puntualizzazioni: da una parte è necessario un recupero di memorie sull’uso storico di tante erbe, dall’altra bisogna acquisire precise conoscenze botaniche per non confondersi e rischiare di imbattersi in qualcuna velenosa. Nel libro si parla anche di piante tossiche, come fattore di rischio che il loro incontro potrebbe rappresentare per quanti si cimentano o vogliono farlo con un occhio più attento alla raccolta delle erbe, per cui si forniranno anche nozioni di botanica, ecologia, per capire anche dove e quando cercarle o evitarle.

La salvaguardia del patrimonio culturale delle erbe eduli assume oggi un ruolo di estrema importanza poiché si tratta di forme orticole, utili al miglioramento genetico (maggiore rusticità, resistenza alle malattie) delle attuali varietà di ortaggi; ma si tratta anche di erbe che rivelano una peculiare associazione (nutraceutica) di principi nutrizionali (zuccheri, sali minerali, vitamine) con quelli salutistici (antiossidanti, basse concentrazioni di nitrati, ossalati, lipidi).

In Peregrinazioni fitoalimurgiche l’autore raccoglie una lunga esperienza di ricerca sulle erbe selvatiche eduli (fitoalimurgia) esplorando la ricca tradizione di “mangiatori di erbe” delle comunità del Gargano e della pianura foggiana, storicamente “contadini senza terra” e obbligate alla raccolta di prodotti spontanei ma “inventori” della più tipica arte culinaria del Tavoliere e della Puglia in generale.

Centro Grafico Foggia 2012

In Peregrinazioni fitoalimurgiche l’autore raccoglie una lunga esperienza di ricerca sulle erbe selvatiche eduli (fitoalimurgia) esplorando la ricca tradizione di “mangiatori di erbe” delle comunità del Gargano e della pianura foggiana, storicamente “contadini senza terra” e obbligate alla raccolta di prodotti spontanei ma “inventori” della più tipica arte culinaria del Tavoliere e della Puglia in generale.