Cosmetic Technology 1 – 2020 (pdf)

Hair Care

COD: CT1-2020 Categorie: ,

Editoriale Aria di cambiamento

ARTICOLI
Nuovi coloranti per capelli – Alternative ai tradizionali precursori e modificatori di sfumatura – S. Valle
Valutazione dell’efficacia cosmetica in vitro – Inibizione dell’enzima 5α-reduttasi nel processo di caduta dei capelliF. Amone, N. Scigliano, A.F. Vattimo, G. Pulitano
Modello di espianti di cute umana – Convalida dei claim dermo-cosmetici – G. Percoco, U. Faradova, L. Peno-Mazzarino, S. Scalvino, P. Gasser, E. Lati
Le GMP cosmetiche – Obbligo normativo o reale valore aggiunto?C. Ruzza

AGGIORNAMENTI
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Approfondimenti Legislativi • Anno nuovo problemi vecchi
Approfondimenti Cosmetici • SOS microplastiche • Non aprite il vaso di Pandora
Lab in a Hub • Proteggere, illuminare, rinforzare

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NOTIZIE
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– Pubblicità sotto la lente
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– Istituzioni Regolamento UE
– Università e Formazione
– La gestione dei dispositivi medici e cosmetici: aspetti regolatori – Università degli Studi di Milano
– Appuntamenti • Fiere
– Agenda

CT Flash – Aziende in Cosmetica

Nuovi coloranti per capelli
Alternative ai tradizionali precursori e modificatori di sfumatura
Silvio Valle

I coloranti permanenti per capelli si basano su reazioni chimiche tra precursori e modificatori di sfumatura, che ossidandosi si trasformano in dimeri o trimeri complessi colorati che impartiscono la tonalità desiderata. Nuove molecole sono attualmente a disposizione per sostituire i più comuni precursori e modificatori come PPD (p-fenilendiamina) e resorcina, spesso associati a problemi durante la colorazione. Idrossietil-p-fenilenediamina solfato e Idrossietil-3,4-metilenediossianilina cloridrato sono osservate con particolare attenzione per le loro proprietà tossicologiche (come il potenziale sensibilizzante), l’esposizione e la bio-disponibilità. Nuovi metodi in vitro vengono utilizzati per studiare tali aspetti. Infine, viene presentata una formula nella quale le nuove molecole sostituiscono le tradizionali PPD e resorcina.

New hair dyes
Alternatives to traditional precursors and nuance modifiers

Hair dyes are based on chemical reactions between precursors and couplers, which undergo oxidation and transform into dimers or trimers – colouring complexes imparting the desired shade to hair.  New molecules are being used, with a view to replace the most common precursors and couplers – namely PPD (p-Phenylenediamine) and Resorcinol, often associated with safety issues during hair dyeing. HPPS and Hydroxyethyl-3,4-Methylenedioxyaniline Hcl are investigated with reference to their toxicological properties (as the sensitization potential) exposure and bio-availability during hair-dyeing. New in-vitro test methods are used to assess such values. Finally, a test-formulation is described for replacing PPD and RES with the new precursor/coupler(s).


Valutazione dell’efficacia cosmetica in vitro
Inibizione dell’enzima 5α-reduttasi nel processo di caduta dei capelli
Fabio Amone, Norma Scigliano, Anna Francesca Vattimo, Giuseppe Pulitano

La caduta dei capelli rappresenta una condizione che può influire sul benessere sociale e psicologico di un individuo. La causa più comune è l’alopecia androgenetica (AGA), che è una condizione di caduta dei capelli progressiva determinata geneticamente e che coinvolge la 5α-reduttasi. In questo studio è stato sviluppato un nuovo agente anticalvizie basato sulla tecnologia IPSTiC (Interconnected PolymerS TeChnology), la quale rappresenta una strategia efficace per il rilascio di molecole bioattive. Questo prodotto, IPSTiC Patch Hair, si basa su un blend polimerico composto da acido ialuronico ad alto peso molecolare e proteine della soia, ed è in grado di migliorare l’efficacia e la stabilità di ingredienti bioattivi come l’estratto di foglie di Origanum vulgare, l’estratto di foglie di Camellia sinensis e l’estratto del frutto di Capsicum annuum. L’efficacia dell’agente anticalvizie è stata studiata eseguendo diversi test, tra cui il saggio di inibizione della 5α-reduttasi. Questo enzima è responsabile della conversione del testosterone in diidrotestosterone (DHT), di cui l’eccesso è implicato in vari processi, tra cui l’alopecia androgenetica. In particolare, è stato osservato che l’inibizione della 5α-reduttasi comporta una riduzione dell’effetto androgenico e i risultati ottenuti hanno confermato l’efficacia del nuovo agente anticalvizie nel trattamento topico dell’AGA.

In vitro evaluation of cosmetic efficacy
Inhibition of 5α-Reductase in Hair Loss condition

Hair loss represents a condition that may impact the social and psychological well-being of an individual. The most common cause is androgenetic alopecia (AGA) which is a genetically determined progressive hair loss condition involving 5α-reductase. In this study, a novel anti-baldness agent based on Interconnected PolymerS TeChnology (IPSTiC), which is an effective strategy for the delivery of bioactive molecules, was developed. This product, IPSTiC Patch Hair, is based on a polymeric blend consisting of high molecular weight hyaluronic acid and soybean proteins and is able to improve efficacy and stability of bioactive ingredients such as Origanum vulgare leaf extract, Camellia Sinensis leaf extract, and Capsicum Annuum fruit extract. The efficacy of the developed anti-baldness agent was investigated by performing several tests including 5α-reductase inhibition assay. 5α-reductase is responsible for converting testosterone in dihydrotestosterone (DHT), whose excess is implicated in various processes, such as androgenetic alopecia. In particular was observed that an inhibition of 5α-reductase leads to a reduction in the androgenic effect. The obtained results confirmed the efficacy of IPSTiC patch hair supporting the potential use of this product in the topical treatment of AGA.


Modello di espianti di cute umana
Convalida dei claim dermo-cosmetici
Giuseppe Percoco, Ulduz Faradova, Laurent Peno-Mazzarino, Stephanie Scalvino, Philippe Gasser, Elian Lati

Il Regolamento Europeo sui cosmetici richiede che qualsiasi prodotto cosmetico immesso sul mercato disponga di una Documentazione Informativa sul Prodotto (Product Information File, PIF). Tale documentazione deve contenere tra le altre, informazioni relative al prodotto quali: descrizione del prodotto, formulazione quantitativa, valutazione della sicurezza, metodo di produzione e prove di efficacia. Al fine di comprovare l’efficacia del prodotto, il Regolamento prevede che ciascun claim sia supportato da uno o più studi atti a convalidare i claim stessi. Per valutare l’efficacia delle materie prime o dei prodotti finiti, sono disponibili numerosi modelli biologici: modelli in vitro, ex vivo (cute ricostruita o espianti di cute) e modelli in vivoQuesti modelli sono utilizzati nelle diverse fasi di sviluppo di un prodotto cosmetico. I modelli in vitro sono principalmente utilizzati all’inizio dello sviluppo per selezionare le materie prime o per valutarne la tossicità; i modelli ex vivo sono successivamente impiegati per confermare l’attività di questi ingredienti o attivi, ma anche per formulazioni in fase di sviluppo; i modelli in vivo sono utilizzati per valutare l’attività del prodotto finito prima che questo venga immesso sul mercato. Tutti questi modelli presentano vantaggi e svantaggi ma sono complementari allo sviluppo di prodotti cosmetici efficaci e sicuri. Il modello ex vivo, discusso nel presente lavoro, offre il vantaggio di poter testare gli ingredienti cosmetici su cute umana in condizioni fisiologiche.

Human skin explants model
Substantiation for dermo-cosmetic claim

Cosmetic Regulation in EU requires that any cosmetic product placed on the market should have a Product Information File. This file must contain information relating to the product: product description, quantitative formulation, safety report, method of manufacture and proof of effect. To prove the efficacy of the product, Cosmetic Regulation requires that any claim be supported by one or more studies for the validation of cosmetic claims. To carry out these studies, several biological models are available: in vitro, ex vivo and in vivo models. To evaluate the efficacy of the raw materials or end-products, several biological models are available: in vitro models, ex vivo (reconstructed skin or skin explants) and in vivo models. These models are used at various points in the development of a cosmetic product. In vitro models are mainly used at the beginning of development to select raw materials or to evaluate their toxicity.  The ex vivo models are then used to confirm the activity of these active or cosmetic ingredients, but also formulations in development. In vivo models are used to evaluate the activity of the finished product before it is placed on the market. All these models have advantages and disadvantages but are complementary to the development of effective cosmetics products with guaranteed safety. The ex vivo model, which is discussed in this chapter, offers the advantage such as testing cosmetic ingredients on human skin under physiological conditions.


Le GMP cosmetiche
Obbligo normativo o reale valore aggiunto?
Chiara Ruzza

Dall’11 luglio 2013, con l’entrata in vigore del Regolamento (CE) n.1223/2009 sui prodotti cosmetici, tutti i produttori sono tenuti a fabbricare i prodotti conformemente alle GMP (Good Manufacturing Practice) e a dimostrare di averlo fatto. Le GMP hanno come fine ultimo la garanzia della sicurezza e della qualità del prodotto immesso sul mercato. Nonostante siano trascorsi più di sei anni dall’entrata in vigore del Regolamento, non tutti i produttori si sono adeguati; inoltre, sono in molti a interrogarsi sull’effettiva utilità di seguire la Norma UNI EN ISO 22716:2008 (CosmeticiPratiche di buona fabbricazione (GMP) – Linee Guida sulle pratiche di Buona Fabbricazione). Per contro, i clienti richiedono sempre più alle aziende partner di presentare la certificazione di conformità alle GMP come requisito essenziale per poter iniziare una collaborazione, mentre il Ministero della Salute si sta organizzando per effettuare i controlli nelle aziende produttrici. Nel testo seguente sono presenti casi concreti di applicazione delle GMP alla produzione di cosmetici e le relative considerazioni sulla loro effettiva utilità.

COSMETIC GMPs
A mere regulatory requirement or a real added value?

The entry into force of EC Regulation n° 1223/2009 on cosmetic products, dated 11th July 2013, requires manufacturers to prove and ensure that all cosmetic products are produced according to GMPs (Good Manufacturing Practices). GMPs ultimate aim in fact is to ensure the safety and the quality of any marketed product. Despite more than 6 years have elapsed since then, not all manufactures have complied with this Regulation and many of them even wonder about the usefulness of being compliant with UNI EN ISO 22716:2008 (Cosmetics Good manufacturing Practices – Guidelines on Good Manufacturing Practices). On the other hand, customers are increasingly requesting partner companies to have a GMP compliance certification as an essential requirement for starting a collaboration, while the Ministry of Health is planning to carry out checks in manufacturing companies. This article shows practical examples of GMPs application to the production of cosmetic products along with some remarks on their actual usefulness.