L’Integratore Nutrizionale 1 – 2016 (pdf)

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Bioattivi da scarti vegetale    Approfondimenti normativi: Alimenti a fini medici speciali    Nanomateriali e regolamento Novel Food

COD: IN1-2016 Categorie: ,

Editoriale
Studio Europeo su IPA cancerogeni negli integratori – T. Mennini

Articoli

  • Astaxantina e salute cardiovascolare
    Review di evidenze recenti – B. Capelli, H. Shao, C. Artaria
  • Valore nutraceutico dei fl avonoidi presenti nel genere Citrus
    Evidenze epidemiologiche, cliniche e pre-cliniche degli effetti protettivi dei Citrus fl avanoni sulle funzioni cardiovascolari – L. Testai, V. Calderone
  • Recupero di sostanze a funzione nutraceutica/cosmeceutica provenienti da scarti vegetali della produzione orto-frutticola
    Valore aggiunto agli scarti vegetali – D. Buonocore, T. Zhang, M. Urbinati, E. Doria, AOP UNOLombardia sacpa, E. Nielsen, M. Dossena
  • Il latte di cammella, da antica pratica etnomedica a moderna nutraceutica
    Valida alternativa nutrizionale per i bambini allergici alle proteine del latte vaccino – D. Barone

Rubriche

  • Beauty from within
    Flavanoli del cacao e fotoprotezione from within – T. Mennini
  • Health claims
    Salute cardiovascolare – A. Antonelli
  • Nanotech
    Uso di nanomateriali in nutraceutica – C. Micheletti, F. Benetti
  • Piante e derivati botanici
    Integratori alimentari a base vegetale – A. Santoro
  • Approfondimenti normativi
    Alimenti a fi ni medici speciali (AFMS) – E. Santin
  • Letteratura scientifica
    Riduzione del rischio cardiovascolare – D. Barone
  • Ingredienti e Prodotti
    AstaPure® – Giellepi • Fagron Bitter Melon – Fagron Italia • CravingZ’Gone® – C.F.M.
    Co. Farmaceutica Milanese • Elgasin®- Sanitas Farmaceutici • VESIsorb® – Gee Lawson
  • Prodotti in vetrina
    Integratori a 360° – M. Zorzetto
  • Mercato
    I principali drivers del mercato degli integratori alimentari
  • Intervista
    Intervista a Robin Variati – Davide Boni • Variati
  • Press Release Giusto Faravelli • BGG Group • Alipharma • Giellepi • Vemedia Consumer Health
  • Publiredazionale Alpha Packaging International
  • Associazioni FederSalus • Federfarma Milano
  • Pubblicità al vaglio AGCM – IAP

Astaxantina e salute cardiovascolare
Review di evidenze recenti
Bob Capelli, Heng Shao, Christian Artaria
L’Astaxantina Naturale è stata clinicamente convalidata ridurre la proteina C reattiva (PCR), il marker chiave dell’infi ammazione  silente; il colesterolo LDL e i trigliceridi e incrementare il colesterolo HDL (cosiddetto buono). Alcune ricerche pionieristiche hanno mostrato che l’Astaxantina Naturale potrebbe possedere altre proprietà in grado di promuovere la salute cardiovascolare.
Oltre a queste sperimentazioni cliniche, numerosi studi in-vitro e su animali hanno dimostrato che l’astaxantina può controllare l’infi ammazione attraverso un approccio su più fronti. Attualmente sono ben più di quaranta gli studi di ricerca medica pubblicati che hanno attestato le proprietà cardioprotettive dell’astaxantina.
Tali proprietà potrebbero non soltanto prevenire malattie cardiache ma anche aiutare le persone che ne sono colpite a ridurre il rischio di infarto o ictus.

Astaxanthin and cardiovascular health 
Review of recent evidences
Natural Astaxanthin has been clinically validated to reduce CRP (the key marker for silent infl ammation), LDL and triglycerides and to increase HDL (good cholesterol). Some pioneering research has shown that Natural Astaxanthin may have other properties that can also lead to good cardiovascular health. In addition to these clinical trials, there have been a host of in-vitro and animal studies proving that Astaxanthin has a multi-pronged approach to control inflammation.
There are currently well over forty published medical research studies outlining Astaxanthin‘s cardioprotective properties. These properties may help people prevent heart disease and may also help people with heart disease to minimize their risk of a heart attack or stroke.


Valore nutraceutico dei flavonoidi presenti nel genere Citrus
Evidenze epidemiologiche, cliniche e pre-cliniche degli effetti protettivi dei Citrus flavanoni sulle funzioni cardiovascolari
Lara Testai, Vincenzo Calderone
I fl avonoidi presenti nei frutti del genere Citrus (costituiti per il 95% da fl avanoni) stanno emergendo per il loro notevole valore nutraceutico. Evidenze epidemiologiche, cliniche e pre-cliniche dimostrano che l’assunzione di frutti appartenenti al genere Citrus riduce, in modo significativo, l’incidenza delle patologie cardiovascolari.
In questo articolo si dà una disamina degli studi che prendono in esame le loro proprietà benefiche, tentando di dar spazio anche al chiarimento dei più importanti meccanismi d’azione.

Nutraceutical value of fl avonoids present in Citrus fruits
Epidemiological, clinical and pre-clinical evidences of the protective effects of Citrus flavanones on cardiovascular functions
Flavonoids present in Citrus fruits (made up for 95% of flavanones) are emerging for their considerable nutraceutical value. Epidemiological, clinical and pre-clinical evidence show that intake of Citrus fruits signifi cantly reduces the incidence of cardiovascular diseases. In this paper, we analyze studies that examine their benefi cial properties, attempting to highlight the most important action mechanisms.


Recupero di sostanze a funzione nutraceutica/cosmeceutica provenienti da scarti vegetali della produzione orto-frutticola
Valore aggiunto agli scarti vegetali
Daniela Buonocore PhD, Ting Zhang, Marco Urbinati, Enrico Doria PhD, AOP UNOLombardia sacpa, Erik Nielsen PO, Maurizia Dossena PhD
È possibile ottimizzare la filiera agro-alimentare rendendo competitivo, da un punto di vista economico, scientifico ed ecologico, l’imponente scarto derivante dalla lavorazione dei prodotti vegetali di tipo fresco (I gamma), fresco confezionato (IV gamma) o trasformato (II, III e V gamma). Lo scarto è valorizzato se trasformato da peso economico in sostanze estratte, nominate bioactive compounds, con valore nutraceutico e/o cosmeceutico e con un mercato in forte espansione.
Esempi di bioactive compounds, scelti per il loro elevato valore commerciale oltre che per le loro peculiari attività biologiche (e.g. antiossidante, foto-protezione), estraibili da diverse parti di scarto (e.g. buccia e torsolo), e a diversi livelli di maturazione dei campioni vegetali, sono: licopene dal pomodoro; florizina dalla mela; arbutina dalla pera; acido ursolico da mela e pera; luteina dalle erbette, dal porro e dalla rucola; lattucina e lattucopicrina dalla catalogna; acido clorogenico e canferolo dal porro; sulforafane dai broccoli. L’estrazione e la purificazione dei bioactive compounds da scarti vegetali risulta quindi essere una grande innovazione, in particolar modo se poi traslata su scala industriale. Inoltre, la ricerca in questo campo porta frequentemente alla individuazione ed identificazione di nuovi composti con potenziali proprietà nutrizionali, nutraceutiche e cosmeceutiche e la possibilità di estrazione da altre fonti, come ad esempio da colture di alghe unicellulari.

Recycling of nutraceutical/cosmeceutical compounds from fruit-vegetable waste products
Taking advantage of vegetable waste products
It’s possible to optimize the agro-food supply chain making utilizable and competitive, from economic, scientific and ecological points of view, the big amount of vegetable waste that is produced by fresh production (I gamma), fresh packaged product (IV gamma) or modified product (II, III, V gamma). We can obtain bioactive compounds with nutraceutical and cosmeceutical value from vegetable waste taking advantage of it and the growing nutraceutical and cosmeceutical Market. We report examples of extracted bioactive compounds, which were selected for their commercial value and biological activities (for example antioxidant activities, photo-protection, etc.): lycopene from tomato; phlorizin from apple; arbutin from pear; ursolic acid from apple and pear; lutein from beet tops, leek and rocket; lattucin and lattucopicrin from different lettuce; chlorogenic acid and campherol from leek; sulphoraphane from broccoli. The selected compounds are extractable from different parts of the vegetable waste (e.g. skin and core) and at different maturation levels of the vegetable samples. Extraction and purification of bioactive compounds from vegetable waste, but also from new source such as unicellular algae, is considered as a great innovation, particularly in industrial level. Furthermore, research has discovered a lot of new compounds with probably nutritional, nutraceutical and cosmeceutical properties


Il latte di cammella, da antica pratica etnomedica a moderna nutraceutica
3. Valida alternativa nutrizionale per i bambini allergici alle proteine del latte vaccino
Domenico Barone
L’allergia alle proteine del latte vaccino (APLV) è la più diffusa tra quelle alimentari e colpisce, soprattutto, i bambini fino ai 3 anni di età. La ricerca delle basi scientifiche dell’antica pratica etnomedica, diffusa nei Paesi medio- ed estremo-orientali, che vuole che il latte di cammella/dromedaria (LCD) abbia qualità preventive/terapeutiche contro varie patologie, tra le quali l’APLV, ha individuato, nella composizione proteica di questo latte, la principale ragione delle sue proprietà benefiche: è il latte più simile a quello umano, con un profilo immunogenico molto più favorevole, non solo di quello del latte vaccino (LV), ma anche di quello del latte di capra (Lca), consigliato ai bambini APLV+. Nel LCD sono presenti β-caseine, α-lattoalbumina, sieroalbumina, lattoferrina, lisozima, immunoglobuline e peptidoglican recognition protein, mentre sono assenti i principali allergeni del LV, tra i quali la β-lattoglobulina (Bos d 5). Studi clinici hanno dimostrato che il LCD è il più sicuro dal punto di vista immunogenico e con il più elevato valore nutraceutico, rispetto ai latti di altre specie e alle diete alternative prive di latte. Nel corso di questi studi clinici, lo Skin Prick Test si è dimostrato metodo valido nel diagnosticare allergie al LV, al Lca e al LCD e nel segnalare cross-sensibilizzazioni tra questi latti.

Camel milk, from an ancient ethnomedical to a modern nutraceutical practice
3. A valid nutritional alternative for children allergic to cow’s milk protein
The allergy to cow milk (ACM) is an abnormal immunological reaction to cow milk (CM) proteins and one of the most common food allergies in children. The research of the scientific bases of the ancient ethnomedical practice in the Middle and Far East countries, that wants camel/dromedary milk (CDM) endowed with preventive/therapeutic activities against several pathologies, among which ACM, has identified in its protein composition the most relevant of its beneficial properties. CDM is the closet milk to the human one and has an immunogenic profile even more favourable than that of goat milk (GM), prescribed to ACM+ children. b-caseins, α-lactalbumin, serum albumin, lactoferrin, lysozime, immunoglobulins and peptidoglycan recognition protein are present in CDM, while β-lactoglobulin (Bos d 5), the most allergenic proteins in CM, is lacking. Clinical trials showed that CDM is the safest milk thanks to its immunogenic profile and has the highest nutraceutical properties compared with the milks of other species or the alternative diets lacking milk. Moreover, during these clinical trials, the Skin Prick Test proved to be a valid and reliable method in diagnosing allergies to CM, GM and CDM milk and cross-sensitization among these milks.