L’Integratore Nutrizionale 2 – 2014 (pdf)

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    FOCUS – Alghe

    Integratori dalle alghe

    Betaina + Vit. B a rilascio prolungato

COD: IN2-2014 Categorie: ,

FOCUS

  • Fitocomplesso artico di Ascophyllum nodosum
  • Estratto di alghe brune: inibizione della saccarasi
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Associazione di betaina, acido folico, vitamina B6 e B12
Valutazione in anziani con iperomocisteinemia
Francesco Di Pierro, Rossana Centis
L’iperomocisteinemia, ossia una concentrazione di omocisteina nel sangue superiore alla norma, viene oggi considerata un fattore di rischio addizionale per ciò che concerne la patologia cardio-vascolare. Il suo valore plasmatico è tenuto sotto controllo dall’azione di 4 enzimi che utilizzano come co-enzima rispettivamente l’acido folico, la vitamina B6, la vitamina B12 e la betaina. Trial clinici eseguiti analizzando la capacità di riduzione dei valori di omocisteina plasmatica determinata dalla somministrazione di acido folico (10 mg/die), associato a vitamina B6 (100 mg/die) e vitamina B12 (1 mg/die) hanno dimostrato una capacità di riduzione del 25% circa del valore dopo 6 mesi di terapia. Trial simili hanno dimostrato che la sola somministrazione di betaina (6 g/die) è capace invece di determinare una riduzione dell’omocisteina plasmatica del 50% circa.
Nel nostro studio la somministrazione di un preparato in compresse a rilascio programmato (DDM Betaina) contenente un insieme di acido folico, vitamine B6 e B12 e betaina ha condotto ad una riduzione dell’omocisteinemia del 25% a 90 giorni e del 30% a 180 giorni. Tali valori appaiono rilevanti in considerazione dei bassi dosaggi impiegati. Infatti, rispetto ai trial di riferimento citati, nello studio in oggetto è stato somministrato un quantitativo di acido folico, di vitamine B6, di B12 e di betaina inferiore rispettivamente di 25, 33, 266 e 24 volte. Questo studio dimostra l’evidente sinergia ottenuta aggiungendo la betaina alla triade di vitamine del gruppo B comunemente impiegata nel trattamento dell’iperomocisteinemia.

Use of a formula containing betaine, folic acid, vitamin B6 and B12
Evaluation in elderly with hyperhomocysteinemia
Hyperhomocysteinemia, the content of homocysteine in blood higher than normal, is now considered an additional risk factor for cardiovascular diseases. Its value in plasma is controlled by the action of enzymes that use 4 different co- enzymes, respectively, folic acid, vitamin B6, vitamin B12 and betaine.
Clinical trials carried out by analyzing the capacity of reducing the values of homocysteine in plasma by administration of folic acid (10 mg/day), associated with vitamin B6 (100 mg/day) and vitamin B12 (1 mg/day) have demonstrated the ability to reduce the value of homocysteine after 6 months of therapy by about 25%. Instead, the administration of betaine alone (6 g/day) results in reduction by approximately 50%. In our study, the administration of a sustained release preparation in tablets (DDM Betaine) containing folic acid, vitamins B6 and B12 and betaine together, led to a reduction in homocysteine by 25% at 90 days and by 30% at 180 days.
These values are relevant in view of the low doses used.
Compared to trials cited as reference, in our study we administered a quantity of folic acid, B6, B12 and betaine lower than 25, 33, 266 and 24 times, respectively.
This study clearly demonstrates the synergy obtained by adding betaine to the triad of B vitamins commonly used in the treatment of hyperhomocysteinemia.


Fitocomplesso artico di Ascophyllum nodosum
Potenziali effetti a supporto del benessere metabolico
Donata Di Tommaso
Sovrappeso ed obesità sono condizioni che affliggono ormai quasi un quinto della popolazione europea, e circa un terzo della popolazione americana, con numeri in continua crescita, accompagnati dall’aumento del rischio di sviluppare disturbi metabolici, malattie cardiovascolari e diabete.
Nei paesi orientali sviluppati, come ad esempio il Giappone, la situazione non appare ancora così compromessa, con prevalenza di obesità al 5%, contro il 20% circa dell’Italia, il 18% della Francia e il 33% degli Stati Uniti.
Parte della comunità scientifica sostiene che queste evidenze siano attribuibili alle diverse abitudini alimentari: la popolazione giapponese ha infatti tradizionalmente un consumo molto elevato di cibi provenienti dal mare, come pesce, molluschi, crostacei e, per ultimi ma non per importanza, alghe.
Per la maggioranza della popolazione europea, e occidentale in generale, il consumo di alghe come alimento (o integratore) non sembra aver attirato fino ad oggi il giusto interesse, se si eccettua la loro presenza nel sushi. Riportiamo qui gli esiti degli studi condotti negli ultimi 2 anni sul fitocomplesso artico di Ascophyllum nodosum*. Il prodotto è stato oggetto di un primo studio in vitro sullo stimolo della lipasi in adipociti, osservando, già a concentrazioni minime, un aumento di attività del 45% rispetto al controllo. Successivamente è stata valutata l’azione del fitocomplesso, incluso in una dieta grassa a differenti dosaggi, su un modello di ratto, evidenziando una diminuzione di tessuto adiposo bianco a partire dal 18% (dose più bassa) negli animali trattati, rispetto ai controlli, e una riduzione dell’amilasi sierica. A seguito di questi risultati incoraggianti, il prodotto è stato testato in cronico su volontari umani, ottenendo una lieve ma significativa riduzione della circonferenza e del grasso addominale, accompagnata da una diminuzione significativa del contenuto di trigliceridi nel plasma, e da una tendenza all’aumento dell’adiponectina. Gli studi, effettuati in doppio cieco e controllati con placebo, in assenza di cambiamento di abitudini alimentari ed esercizio fisico, sono una conferma delle potenzialità di questa preziosa risorsa marina nel contribuire, assieme ad uno stile di vita salutare, al benessere metabolico in generale.

Arctic phytocomplex of Ascophyllum nodosum
Potential benefits for metabolic wellbeing
Overweight and obesity are conditions that today address almost one fifth of the European population and one third of the American one, with numbers in progressive growth, together with the risks of developing metabolic and cardiovascular diseases, and diabetes.
In advanced Eastern populations, such as Japan, the situation is not yet critical, with only 5% prevalence in obesity, in contrast with 20% in Italy, 18% in France and 33% in the United States. Part of the scientific community suggests that these evidences could be due to the very different eating habits: Japanese traditionally eat on average much more food coming from the sea, such as fish, and other seafoods, and, last but not least, seaweed. For the most part of the European population, and Western people in general, seaweed is considered neither a supplement nor a food, if we except sushi wrap.
In this work we summarize the studies we did during the last 2 years on Arctic Phytocomplex of Ascophyllum nodosum*. This product was tested in vitro in adipocytes to measure the stimulating effect of lipase, giving, even in low concentration, 45% increase in the activity respect to control. After that, the Phytocomplex was used in combination with a high fat diet at different dosages, in a rat model, producing a reduction in white adipose tissue of 18% minimum (at the lowest dosage) in treated animals compared to controls, and a reduction of serum amylase activity.
These results encouraged us in going further, testing the product in human volunteers in double-blind and placebo controlled chronic (6 and 8 weeks) studies, without any change in food habits and physical exercise. We observed a slight but significant reduction in abdomen circumference and abdominal fat thickness, and, in a second study, 5% reduction in plasma triglycerides and a trend in adiponectin increase. These last results suggest the potential of this precious marine resource in contributing to metabolic wellness.


Estratto di alghe brune: inibizione della saccarasi
Effetti in vitro e in vivo per la digestione e assimilazione del saccarosio
Jocelyn Bérubé, Esther Millette, Marie-Ève Paradis, Patrick Couture, Benoît Lamarche, Francesco Zerilli, Raphaël Anguenot
Le alghe sono state utilizzate per secoli come alimenti e ingredienti e rappresentano un potenziale ancora da sfruttare appieno per la scoperta di molecole con effetto salutistico. In relazione all’elevata incidenza di diabete e prediabete in diverse aree del pianeta, le alghe possono essere fonte di nuove sostanze che agiscono come inibitori di amilasi e glicosidasi per aiutare a raggiungere un migliore controllo della glicemia.
Evidenze passate mostrano che i polifenoli da alghe brune (Brown Seaweeds Polyphenols, BSP) sono potenti inibitori degli enzimi α-amilasi e α-glicosidasi intestinali in vitro. Il presente studio ha come scopo la valutazione dell’attività inibitoria selettiva da parte dei BSP nei confronti dei vari sottotipi di α-glicosidasi, saccarasi, maltasi e lattasi, in vitro, e dell’efficacia dei BSP nel ridurre digestione e assimilazione in vivo del saccarosio nel ratto. In vitro i BSP hanno mostrato di inibire la saccarasi di ratto ma di avere un’attività inibitoria modesta nei confronti della maltasi e nulla verso la lattasi.
In vivo i BSP hanno ridotto significativamente il picco glicemico post-prandiale in ratti a seguito dell’ingestione di saccarosio. Uno studio di tollerabilità sull’uomo ha indicato che i BSP sono ben tollerati e suggerisce un possibile effetto sull’omeostasi del glucosio che deve essere verificato in ulteriori studi. Questi studi suggeriscono l’uso dei BSP in integratori alimentari rivolti al mantenimento del livello fisiologico di glicemia.

Sucrase inhibition by a brown seaweeds extract
In vitro and in vivo effects on sucrose digestion and assimilation
Seaweeds have been used as foods and ingredients for centuries and represent an untapped potential for the discovery of health promoting molecules. In regards to the high rate of diabetes and pre-diabetes in developing countries, seaweeds may yield novel compounds acting as amylase or glucosidase inhibitors to help achieve better glycemic control. Previous reports show that brown seaweeds polyphenols (BSP) are potent inhibitors of intestinal α-amylase and α-glucosidase enzymes in vitro. The present study aimed at evaluating the selective inhibitory activity of BSP on α-glucosidase subtypes sucrase, maltase and lactase in vitro, as well as the efficacy of BSP at blocking sucrose digestion and assimilation in vivo in rats. In vitro, BSP inhibited rat sucrase, but had limited maltase and inexistent lactase inhibitory activity. In rats, BSP significantly reduced postprandial blood glucose peak following intake of sucrose. A tolerability study in humans indicated that BSP are well tolerated and also suggests a possible effect on glucose homeostasis which needs verification in further studies.
Thus our results suggest the use of BSP in dietary supplements aiming at the maintenance of healthy blood glucose levels.


Le microalghe
Promettenti fonti di antiossidanti naturali
I carotenoidi agiscono come potenti antiossidanti, neutralizzando gli effetti tossici dei radicali liberi che si formano per stress ossidativi negli organismi fotosintetici.
In condizioni fisiologiche i carotenoidi primari che frequentemente si trovano sono neoxantina, violaxantina, luteina, β-carotene. In numerose specie microalgali, quali Haematococcus, Chlorella, Scenedesmus, Chlorococcum, Dunaliella, a livello citoplasmatico si osserva un accumulo di carotenoidi secondari, quali cantaxantina e astaxantina, che vengono sintetizzati in particolari situazioni di stress fisiologico, giocando un ruolo fondamentale nella fotoprotezione. Sono note le proprietà della microalga Chlorella e del cianobatterio Spirulina (Arthrospira) le cui biomasse, altamente arricchite in clorofilla, mostrano proprietà antiossidanti e detossificanti, per lo smaltimento di metalli pesanti. È noto il ruolo del pigmento astaxantina nella diminuzione del rischio di diabete, nella diminuzione della proliferazione di cellule tumorali e nella riduzione dell’ossidazione del LDL-colesterolo. Per quanto riguarda le xantofille luteina e zeaxantina, e β-Carotene è riconosciuto loro il ruolo nel miglioramento delle facoltà visive; in particolare, protezione contro i danni degenerativi legati all’invecchiamento cellulare.
Per la loro elevata attività antiossidante, i carotenoidi trovano applicazione in campo alimentare e medico come antiossidanti, come componenti nutrizionali nei trattamenti e nella prevenzione dei problemi legati alla salute, causati da stress ossidativi, foto-ossidazione da esposizione a raggi UV, o problemi infiammatori.
Data la loro alta produttività, e per la loro digeribilità, le microalghe possono essere considerate una buona sorgente naturale di antiossidanti da impiegare come nutraceutici.

Microalgae
Promising sources of natural antioxidants
Carotenoids act as potential anti-oxidant, quenching excited energy of singlet oxygen and scavenging free radicals.
Primary carotenoids usually found under physiological conditions are neoxanthin, violaxanthin, lutein, β-carotene.
Among microalgae, Haematococcus pluvialis, Chlamydomonas reinhardtii, Chlorella and the cyanobacterium Spirulina (Arthrospira) are able to synthesize large amount of carotenoids, representing a suitable source of antioxidant compounds.
Chlorella and Spirulina (Arthrospira) biomass is enriched in chlorophyll, which makes them great detoxifiers. Chlorophyll is well-known for its ability to break down and eliminate toxins and heavy metals such as DDT, PCBs, mercury, cadmium.
It is well-known that under stress conditions photosynthetic organisms are able to synthesize large amount of carotenoids, which ca be considered as a natural source of antioxidant and anti-aging substances, i.e. cantaxanthin, astaxanthin (secondary carotenoids), considered very powerful antioxidants. In particular it is known the role of astaxanthin in improving the immune function, decreasing the risk of diabetes, reducing of cancer cell growth, reducing LDL-cholesterol oxidation, preventing retina and heart disease.
Concerning the xanthophylls lutein and zeaxanthin, a role in the protection against age-related macular degeneration is reported. The involvement in visual faculty and cellular differentiation has been observed also for β-carotene. For their high production of pigments and due to the fact that the nutrients they contain can be easily absorbed, microalgae may be considered a good source of natural high value compounds, such as powerful antioxidant carotenoids to be used as nutraceuticals, for application in human health.