L’Integratore Nutrizionale 3 – 2017 (pdf)

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Editoriale
Derivati naturali  –  T. Mennini

Articoli
– Prodotti di origine vegetale tra scienza e regolamentazione
Considerazioni su Drugs, Nutrients, Supplements, Nutraceuticals
F. Ursini, F. Visioli
– Proprietà analgesiche dei furanodieni della mirra, Commiphora myrrha (Nees) Engl.
Studio pilota con un estratto di mirra ad elevato contenuto di furanodieni
M.E. Maffei
Complesso polifenolico standardizzato di propoli e N-acetilcisteina (NAC)
Attività in vitro, sinergismo e possibili applicazioni salutistiche – G. Palmiotto
Mais viola italiano: dalla ricerca allo sviluppo industriale
Un sostegno per il controllo del metabolismo glucidico e lipidico
R. Pilu, S. Milazzo

Rubriche
Letteratura scientifica – D. Barone
Sentenze e approfondimenti normativi – E. Santin 
Beauty from within – G. Gavarini
Piante e derivati botanici – A. Riva, G. Petrangolini
Ingredienti e Prodotti
Teupol 10P e 50P (ABResearch-Giusto Faravelli)  •  Ribodiet® (Prosol-Variati)
Prodigest® (Indena)  •  BIOintestil® (Fagron Italia)
EpiCor® (Gee Lawson-Embria® Health Sciences)
Prodotti in vetrina –  M. Zorzetto
Intervista a Massimo Maffei
Press Release
Pubbliredazionale – Capsugel  •  C.F.M.
Associazioni – FederSalus  •  AIIPA – AVEDISCO
Pubblicità al vaglio
Appuntamenti – Convegni, Fiere, Agenda

Prodotti di origine vegetale tra scienza e regolamentazione
Considerazioni su Drugs, Nutrients, Supplements, Nutraceuticals
Fulvio Ursini, Francesco Visioli
Il dibattito in corso nella comunità medico-scientifica e tra i consumatori sul valore degli integratori alimentari applica spesso logiche che possono distorcere il significato della evidenza scientifica o il suo uso. Mentre per alcuni la proposta di un claim salutistico dovrebbe essere sottoposta ad un percorso di validazione dalla sicurezza ed efficacia proprie della farmacologia, per altri l’indicazione di un effetto salutistico di un prodotto botanico potrebbe più semplicemente basarsi su evidenze di biologia sperimentale, ad integrazione della richiesta sicurezza e del riconoscimento dato della tradizione popolare, spesso millenaria. L’impasse legislativo cui assistiamo non aiuta certo a fare chiarezza.
In questo articolo proponiamo una più elaborata definizione degli integratori alimentari puntualizzando specificatamente le differenze con la farmacologia considerata in senso classico.
Il concetto che sarà presentato è relativo a composti chimici di origine vegetale che sono nutrizionalmente non-essenziali, per cui la mancata assunzione non provoca alcuna specifica sindrome carenziale. Queste molecole, però, possono comunque contribuire in modo sostanziale alla salute cooperando al mantenimento della omeostasi, attraverso la ottimizzazione dell’ampiezza della risposta ad uno stimolo, senza per questo interagire con una singola e specifica funzione, come abitualmente richiesto dalla tipica definizione di farmaco.
Il dibattito su come valutare l’efficacia degli integratori alimentari in un’ottica farmacologica è vivace e spesso dettato più da convincimenti aprioristici che da solide evidenze scientifiche. Anche dal punto di vista regolatorio la situazione è piuttosto confusa (vedi ad esempio, l’impasse sulla legge europea che dovrebbe regolare i botanicals).
In questo articolo proponiamo alcuni spunti di riflessione per stimolare un dibattito costruttivo, scevro da condizionamenti ideologici e preconcetti su farmaci ed integratori

Vegetable-based food supplements between science and legislation 
Reflections of Drugs, Nutrients, Supplements, and Nutraceuticals
The current debate we are witnessing in the scientific community and among consumers on the effectiveness and usefulness of food supplements often rests on weak scientific grounds. Some advocate the use of classic pharmacological and toxicological tools before a health claim be awarded; others propose solid biological evidence and history of safe use as indispensable yet sufficient to recognize physiological activities. The ongoing regulatory impasse does not help solving this conundrum.
In this paper we propose a more complete definition of food supplement and we underscore the main differences between traditional pharmacology and research on molecules of natural provenance.


Proprietà analgesiche dei furanodieni della mirra, Commiphora myrrha (Nees) Engl.
Studio pilota con un estratto di mirra ad elevato contenuto di furanodieni
Massimo E. Maffei
Le proprietà analgesiche della mirra (Commiphora myrrha) sono note fin dall’antichità e dipendono dalla presenza di sesquiterpeni bioattivi con struttura furanodienica. Una quantità elevata di questi composti bioattivi si trova in un estratto di C. myrrha, con un contenuto standardizzato di curzerene, furanoeudesma-1,3-diene e lindestrene (rispettivamente di 12, 19 e 6 g/kg) ed un elevato contenuto di furanodieni totali (>40 g/kg). Recentemente, in uno studio comparativo fra l’estratto di C. myrrha e alcuni FANS comunemente usati per il trattamento del dolore, ha mostrato che 1 capsula al giorno contenente 200 mg o 400 mg di estratto di C. myrrha (corrispondenti rispettivamente a 8 mg e 16 mg di furanodieni bioattivi) per 20 giorni ha alleviato il dolore di alcune delle categorie di algie più ricorrenti, tra cui mal di testa, dolore dipendente dalla febbre, dolori alle articolazioni, dolori muscolari, lombosciatalgia e crampi mestruali. I risultati indicano che estratti di mirra con un elevato contenuto standardizzato di furanodieni posseggono significative proprietà analgesiche

Analgesic properties of Commiphora myrrha 
Pilot study with a myrrh extract with high total  furanodiene content
The analgesic properties of myrrh (Commiphora myrrha) have been known since ancient times and depend on the presence of bioactive sesquiterpenes with furanodiene skeletons. A very high content of these bioactive compounds is found in a C. myrrha extract*  with a standardized content of curzerene, furanoeudesma-1,3-diene and lindestrene (12, 19 and 6 g/kg, respectively) and a high total furanodiene content ((>40 g/kg). Recently, a comparative study between the myrrh extract and some commonly used NSAIDs showed that 1 capsule/day containing either 200 mg or 400 mg of myrrh extract (corresponding to 8 mg and 16 mg of bioactive furanodienes, respectively) for 20 days was able to induce pain alleviation of some of the most recurrent pain categories, including headache, fever-dependent pain, joint pain, muscle aches, lower back pain and menstrual cramps. The results indicated that myrrh extracts with a high furanodiene standardized content such as the myrrh extract described here exert significant analgesic properties.


Complesso polifenolico standardizzato di propoli e N-acetilcisteina (NAC)
Attività in vitro, sinergismo e possibili applicazioni salutistiche
Giuseppe Palmiotto 
Le azioni farmacologiche e le potenzialità terapeutiche di propoli e N-acetilcisteina (NAC) sono state dimostrate singolarmente da numerose ricerche pre-cliniche e, soprattutto per la seconda, anche da studi clinici. Alcuni effetti biologici si sovrappongono, come l’azione antiossidante e antinfiammatoria, altri sono ipoteticamente complementari in specifici contesti clinici; è il caso dell’associazione tra l’attività mucolitica della NAC e quella antimicrobica della propoli nel trattamento delle infezioni delle prime vie respiratorie. Per sfruttare queste favorevoli interazioni è stato studiato e sperimentato in vitro il *Propolnac®, un nuovo ingrediente per integratori e dispositivi medici, che associa in una polvere granulare scorrevole, stabile e idro-dispersibile una **NAC da fermentazione batterica con lo speciale complesso polifenolico di propoli *ESIT-12®, ottenuto con la multi-estrazione dinamica brevettata ***M.E.D.®. L’associazione, di seguito indicata come P-NAC, contiene 200 mg/g d’estratto secco di propoli standardizzato a un titolo minimo del 12% di polifenoli e 200 mg/g di NAC, in adeguata matrice solida. In vitro P-NAC è antinfiammatorio, batteriostatico, antiossidante ed è molto stabile nei test accelerati e in-use. In base ai dati di letteratura e ai risultati di questi saggi esso è impiegabile nelle affezioni respiratorie catarrali, acute e croniche, come antiossidante di utilizzo generale, immuno-modulatore ed epatoprotettore.

Standardized polyphenolic complex of propolis and N-acetylcysteine (NAC)
In vitro activity, synergism and possible health applications
Pharmacological activity and therapeutic potential of propolis and N-acetylcysteine (NAC) have been separately demonstrated by several pre-clinical studies and some randomized clinical trials. Some of their actions overlap, as is for the antioxidant and anti-inflammatory, while others are complementary in selected clinical settings. A typical example is the association of mucolytic effect of NAC and antimicrobial activity of propolis in the treatment of upper respiratory tract infections. To take advantage of these favourable interactions a new ingredient, PROPOLNAC®, suitable for nutritional supplements and medical devices, has been developed and in vitro tested. It associates 200 mg/g of propolis standardized polifenolic complex ESIT-12® obtained by MED® (Dynamic Multiple Extraction) with 200 mg/g NAC, containing cysteine from bacterial fermentation. The product, P-NAC in the text, is a granular, free flowing, stable powder with significative in vitro antioxidant, antimicrobial and anti-inflammatory effects. Based on data from literature and results of in vitro tests, this association may be useful in catarrhal respiratory affections, both acute and chronic, in immuno-modulation, as a general purpose antioxidant and as hepatoprotector.


Mais viola italiano: dalla ricerca allo sviluppo
Un sostegno per il controllo del metabolismo glucidico e lipidico
Nel suo areale di origine, il Centro America, il mais presenta ancora oggi una grande variabiltà per numerosi caratteri tra cui il colore, mentre in Europa, a causa del processo di adattamento, si sono diffuse principalmente piante incolori. Ciò nonostante, il mais incolore conserva ancora la capacità di accumulare pigmenti antociani poichè nel suo genotipo sono presenti i geni strutturali della via biosintetica delle antocianine.
Il mais viola, una varietà di Zea mays L., grazie al suo elevato contenuto in antociani, rappresenta una preziosa fonte per l’estrazione delle antocianine e per la realizzazione di alimenti funzionali ed integratori alimentari.
Diversi studi epidemiologici e preclinici hanno infatti dimostrato che il consumo regolare di cibi ricchi di antocianine è associato a un ridotto rischio di sviluppare malattie croniche come l’obesità, il diabete di tipo 2, le malattie cardiovascolari e il cancro.
La strategia utilizzata per sviluppare una varietà italiana di mais colorato*, adattata alle nostre latitudini e ricca di antociani, si basa sull’utilizzo di metodi d’incrocio tradizionali. Sfruttando la variabilità naturalmente presente nel germoplasma maidicolo, viene indotta l’espressione dei geni responsabili dell’accumulo di questi pigmenti viola nel mais coltivato alle nostre condizioni ambientali, ottenendo così una varietà in grado di accumulare una grande quantità di antociani, potenzialmente estraibili a livello industriale con costi contenuti.

Italian purple corn, from research to industrial development 
Support for the control of glucidic and lipid metabolism
Maize in its original area of Central America, still presents a large variability of characters including color, while in Europe, due to the climate adaptation process, mainly the uncolored plants have spread. Nonetheless, colorless corn still retains the ability to accumulate anthocyanins as its genotype has the structural genes of the biosynthetic pathway of anthocyanins.
Purple corn, a variety of Zea mays L., due to its high anthocyanins content, is a valuable source for extracting anthocyanins and for making functional foods and dietary supplements.
Different epidemiological and preclinical studies have demonstrated that regular consumption of anthocyanins-rich foods is associated to a reduced risk of chronic diseases, such as obesity, type 2 diabetes, cardiovascular diseases and cancer.
The strategy used to develop the Italian variety of colored corn, adapted to grow at our latitudes and rich in anthocyanins, is based on the use of traditional cross-methods. Using the naturally occurring variability in the maize germplasm, the expression of the genes responsible for the accumulation of these purple pigments in the corn cultivated under our environmental conditions is stimulated, to obtain a variety capable of accumulating a large amount of anthocyanins, potentially extractable at industrial level with low cost.