Cosmetic Technology 2, 2025
Skin longevity and no age anxiety
Attenzione: curve pericolose
A. Caldiroli
Senescenza e invecchiamento:
due processi su cui possiamo intervenire
L. Celleno
C. Atzori, G. Piu, S. Piras, V. Mazzarello
SkinLab, Dipartimento Scienze Biomediche, Sassari
→ cristina.a93@tiscali.it
Instrumental evaluation of the efficacy of an anti-aging cosmetic product
Skin bioengineering techniques for the validation of cosmetic claims
Certainly, the goal of every cosmetic company is to formulate a product capable of meeting the needs and fulfilling the expectations of the final consumer. One of the fundamental steps in cosmetic design is represented by the in vivo efficacy evaluation, which utilizes non-invasive skin bioengineering techniques for the validation of cosmetic claims. This proves to be essential both to protect the consumer and for the producing company to make any necessary adjustments to the formulation itself.
The following article reports a study conducted at a specialized center for efficacy evaluation (SkinLab, Uniss) on an eye contour cream based on 2% Vitis Vinifera (Grape) Juice. The protocol involved the recruitment of a group of volunteers selected according to specific inclusion and exclusion criteria to study and evaluate the claims made by the producing company: firming, moisturizing, anti-wrinkle, anti-dark circles, and anti-puffiness. For the instrumental evaluation, the following devices were used: Visioscan® VC20 Plus, Corneometer® CM825, Cutometer® MPA580, Indentometer® IDM 800, Mexameter® MX 18, and VisioFace® 1000D. After the final check-up, a multiple-choice self-assessment test regarding the pleasantness and efficacy of the cosmetic was administered to the volunteers. From the subsequent statistical analysis of the data, the results obtained were included in the report delivered to the producing company.
Sicuramente l’obiettivo di ciascuna azienda cosmetica è quello di formulare un prodotto che sia in grado di soddisfare le esigenze ed esaudire le aspettative del consumatore finale. Uno degli step fondamentali della progettazione cosmetica è rappresentato dalla valutazione dell’efficacia in vivo, questa si avvale di tecniche non invasive di bioingegneria cutanea per la validazione dei claim cosmetici. Ciò si dimostra essere essenziale sia per tutelare il consumatore che per l’azienda produttrice per apportare eventuali modifiche alla formulazione stessa. L’articolo che segue riporta uno studio, condotto presso un centro specializzato nella valutazione di efficacia (SkinLab, Uniss) su una crema contorno occhi a base di Vitis Vinifera Juice al 2%.
Il protocollo prevedeva il reclutamento di un gruppo di volontari selezionati secondo determinati criteri di inclusione ed esclusione per studiare e valutare i claim vantati dall’azienda produttrice: elasticizzante, idratante, antirughe, antiocchiaie e antiborse.
Per la valutazione strumentale sono stati impiegati il Visioscan® VC20 Plus, il Corneometer® CM825, il Cutometer® MPA580, l’Indentometer® IDM 800, il Mexameter® MX 18 e il VisioFace® 1000D. Dopo l’ultimo controllo è stato sottoposto alle volontarie un test di autovalutazione a risposta multipla, relativo alla gradevolezza e all’efficacia del cosmetico. Dalla successiva analisi statistica dei dati, i risultati ottenuti sono stati inseriti all’interno del report consegnato all’azienda produttrice.
M. Zanotti Russo
CEO di Angel Consulting, Safety Assessor e docente in materia di conformità e sicurezza dei prodotti cosmetici
→ info@angelconsulting.eu
Why do consumers distrust the substances found in modern cosmetics? The perspective of an expert who does not sell them (and has no followers)
The visibility of cosmetic products, which are consistently growing in appreciation and distribution across all continental areas, is being affected by an escalating volume of contradictory communications. These messages proliferate on web pages, blogs, and social networks that are increasingly prevalent, oscillating between commendations and benefits to outright alarmist attacks focused on the hypothetical, proclaimed, and never proven, dangers of ingredients and products. Often, ingredients with a well-known and reassuring safety profile are cited as highly toxic, but even more frequently, the discussion involves ingredients that are actually regulated and therefore approved by scientific committees and the European Union itself. This rampant and uncontrollable (and hardly contestable) form of defamation not only causes direct economic damage to the sector but also undermines the trust between companies and consumers. Worse still, it prompts behaviors and choices that lead consumers toward actions that genuinely pose health risks. Many companies initially saw a business opportunity driven by the “free from” movement, which essentially endorses the theories of self-proclaimed experts. This approach may have been rewarding in terms of sales initially, but at what price? And what are the long-term consequences?
La visibilità dei prodotti cosmetici, il cui apprezzamento e la cui diffusione sono in costante aumento in tutte le aree continentali, è affetta da una crescente mole di comunicazioni contrastanti, sia nelle pagine web che sui sempre più dilaganti blog e social networks, dove si alternano apprezzamenti e benefici a veri e propri attacchi allarmistici incentrati sulla ipotetica, conclamata e mai dimostrata, pericolosità di ingredienti e prodotti. Spessissimo vengono citati come altamente tossici ingredienti dal profilo perfettamente noto e rassicurante, ma ancora più spesso ingredienti addirittura regolamentati, quindi approvati dai comitati scientifici e dalla stessa Unione Europea. Questa dilagante forma incontrollabile (e ben difficilmente contrastabile) di diffamazione oltre a produrre un danno economico diretto al settore, mina il rapporto di fiducia fra aziende e consumatori e, ancora peggio, induce comportamenti e scelte che indirizzano i consumatori verso condotte realmente rischiose per la salute. Molte aziende hanno visto, inizialmente, una opportunità di business trainata dal “free from”, che sostanzialmente avvalla le teorie di sedicenti esperti. Probabilmente questo sarà stato (inizialmente) premiante sul piano delle vendite, ma a quale prezzo? E con quali conseguenze, a lungo termine?
M. Labianca, C. Gazerro, C. Landolfi
Toxhub Consulting
maria.labianca@toxhub-consulting.com
Negli ultimi anni, l’interesse per i cosmetici naturali è cresciuto esponenzialmente, spinto dalla crescente attenzione dei consumatori verso prodotti percepiti come più sicuri ed ecologici. Tuttavia, la naturalezza di un ingrediente non equivale automaticamente alla sua innocuità. Il Regolamento (CE) n. 1223/2009 impone rigorosi controlli su tutti gli ingredienti cosmetici, indipendentemente dalla loro origine, per garantire la sicurezza dei prodotti destinati alla cura della persona. Un aspetto critico è la possibile presenza di tossine naturali, come micotossine, alcaloidi e allergeni, che possono contaminare le materie prime cosmetiche e rappresentare un potenziale rischio per la salute della pelle.
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Differenze, cause e soluzioni innovative per contrastare i processi dell’età
Si sa, invecchiare è un processo naturale. La senescenza ne è la naturale conseguenza e non possiamo fare niente per evitarla. Si cerca di invecchiare meglio, di mantenere più a lungo possibile il nostro benessere, ma comunque prima o poi si diventa “vecchi”. Tutto vero, però c’è qualcosa di nuovo. Intanto senescenza e invecchiamento, sebbene usati spesso come sinonimi, si riferiscono (per chi studia questi problemi) a processi distinti e diversi. La senescenza scientificamente indica un processo cellulare che porta all’arresto permanente del ciclo delle cellule con conseguenze che, alla fine, saranno evidenti anche sull’intero individuo. Si verifica in tutte le cellule proliferanti spontaneamente o perché soggette a sollecitazioni stressanti diverse. È uno dei processi causali dell’invecchiamento ed è responsabile di parte dei disturbi legati a questo processo.
L’invecchiamento, invece, indica la perdita progressiva delle funzioni dei tessuti e degli organi nel tempo per cause legate sia ai processi intrinseci alle cellule sia per l’intervento di fattori esterni, come la radiazione UV.
Sono due processi diversi che si intersecano fra di loro, ma essenzialmente diversificati. Per chiarire meglio, la senescenza si manifesta spontaneamente nelle cellule diploidi (come le cellule umane) e limita la loro durata di vita proliferativa: dopo un certo numero di divisioni (40-60), perdono la possibilità di dividersi ancora e di originare nuove cellule (limite di Hayflick); fenomeno causato da un progressivo accorciamento dei telomeri ad ogni divisione cellulare per prevenire l’instabilità genomica e quindi l’accumulo di danni al DNA, che si possono verificare durante le ripetute divisioni cellulari. È la senescenza replicativa, diversa dalla senescenza prematura che si verifica per eventi genotossici, forti stress metabolici o stress oncogenici, operando così un meccanismo anti-progressione tumorale. In entrambi i casi la senescenza si presenta quindi come un meccanismo protettivo: serve a “evitare” accumuli di danni al DNA e quindi di trasmettere un patrimonio genetico alterato e dannoso. Le cellule senescenti svolgono un ruolo chiave nei processi fisiologici come l’embriogenesi, il rimodellamento e la riparazione dei tessuti. Per esempio, durante l’embriogenesi, inducendo l’apoptosi, permettono il rinnovamento dei tessuti e l’organogenesi, nella riparazione tissutale eliminano cellule non più utili che ostacolano la guarigione di un danno tissutale. Questo spiega perché l’evoluzione non ha portato alla scomparsa della senescenza cellulare, proprio per mantenere questo sistema di difesa. Tuttavia, non sempre il processo si conclude con l’apoptosi e le cellule senescenti possono accumularsi con il tempo e in sede di patologie legate all’età, come nell’artrosi o nell’aterosclerosi e possono avere un impatto sulla normale fisiologia dei tessuti, secernendo fattori bioattivi come citochine, chemochine, fattori di crescita, metalloproteinasi, lipidi, nucleotidi, vescicole citoplasmatiche e fattori solubili. Così causano un progressivo deterioramento funzionale e diventano una delle cause principali dell’invecchiamento.
L’invecchiamento, in quanto tale, è anch’esso determinato da molteplici cause, tuttavia, nel corso degli anni, i tantissimi studi hanno ormai stabilito che tra i meccanismi alla base dell’invecchiamento e in comune con i tanti altri processi che lo compongono, i radicali liberi (RL), specialmente quelli basati sull’ossigeno, svolgono un ruolo chiave.
Alla base della senescenza e dell’invecchiamento: il ruolo dei radicali liberi
Ma anche nella senescenza, i RL hanno la “responsabilità” dei tanti processi e fenomeni che si attuano nel suo manifestarsi. Il danno al DNA mediato dallo stress ossidativo è tra le principali cause e la loro aumentata produzione può rivelarsi dannosa e causare danni alle proteine cellulari compreso il DNA. Anche nei processi come l’inflammaging, ossia l’infiammazione cronica comune sia al crono che al foto-invecchiamento, gli RL sono il meccanismo attraverso cui si attuano.
Nel tentativo di contrastare l’azione dannosa degli RL e quindi i processi a loro legati, gli antiossidanti hanno rappresentato la prima risposta che è stata impiegata per combattere l’invecchiamento e non solo quello della cute, ma anche quello organico generale. Il loro impiego si è rivelato utile in molte condizioni fisiologiche e patologiche (infiammazione, protezione dallo stress ossidativo, terapie anticancro ecc.) ma non solo, ha permesso di intervenire su processi legati sia all’invecchiamento che alla senescenza. Molecole naturali quali quercetina, fisetina, luteolina, curcumina sono in grado di indurre selettivamente la morte delle cellule invecchiate, inducendo una “apoptosi selettiva”. Sono poi state sintetizzate nuove molecole sintetiche come il Navitoclax, con funzione pro-apoptotica per inibizione delle BCL-2 (proteine che possono esercitare un effetto pro o antiapoptotico) e di altre proteine, che ugualmente governano la permeabilità della membrana mitocondriale esterna. Altri inibitori delle BCL-2, come A1331852, A1331852, A1155463 ecc., sono in corso di studio così come nuove categorie di farmaci quali i cosiddetti “senomorfi” o “senostatici” che riducono gli effetti dannosi dei fattori biologici secreti dalle cellule senescenti (SASP) o sopprimono la senescenza senza indurre la morte della cellula senescente, interferendo con i regolatori trascrizionali. In studio anche farmaci cosiddetti Senoreverter che, invece di favorire l’apoptosi, consentirebbero alle cellule di rientrare nel ciclo cellulare e svolgere le loro funzioni come la rigenerazione della pelle. Chimera mirata alla proteolisi (PROTAC), nanoportatori, profarmaci a base di galattosio sono inoltre nuove tipologie di farmaci che la ricerca, sia sperimentale che clinica, sta indagando, così come anche l’immunoterapia basata sul «superficioma» delle cellule senescenti.
Letture consigliate
Calcinotto A, Kohli J, Zagato E et al. Cellular Senescence: Aging, Cancer, and Injury. Physiol Rev. 2019;99(2):1047-1078.
Csekes E, Račková L. Skin Aging. Cellular Senescence and Natural Polyphenols. Int J Mol Sci. 2021;22(23):12641.
Schmeer C, Kretz A, Wengerodt D et al. Dissecting Aging and Senescence-Current Concepts and Open Lessons. Cells. 2019;8(11):1446.
Zhang L, Pitcher LE, Yousefzadeh MJ et al. Cellular senescence: a key therapeutic target in aging and diseases. J Clin Invest. 2022;132(15):e158450.
Siamo così entusiasti di tornare a incontrarci che abbiamo scelto di dedicarvi una rubrica…nasce così “Visto in fiera”, uno spazio dedicato alle ultime novità presentate durante le più importanti manifestazioni di settore…
Ocimum centraliafricanum, Copper flower, indicatore di giacimenti di rame (5)